XIII ricognizione UfoCiclistica – 22-11-2018 Arrivederci Leonidi

22 novembre 2018 giovedì
Addio alle Leonidi posticipato di tre giorni
Report redatto da: Lorena e Dafne.

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Guarda la mappa più dettagliata

La partenza per la deriva disordinante di stasera è insolita: non più piazza San Giovanni, ma il MACRO Asilo di via Nizza a Roma, il debunking degli ufociclisti.
Si parte dal tetto dopo aver fatto un giro all’interno tra gli atelier d’artisti e mostre in corso. Nikky con altri due ufociclisti si sono gettati in un corridoio sollevato riempito di grandi sfere rosse, l’opera di Elena Panarella Vimercati Sanseverino.

Si dibatte fin dall’inizio perché per alcuni il Macro costituisce, ufociclisticamente parlando, un totem d’incongruenza: un luogo che ha subito una trasformazione, per un cambio di gestione, e che spicca in un quartiere residenziale di palazzi signorili, che disgrega l’ambiente intorno e disomogenizza (si veda anche atlante ufociclistico). Per altri, invece, esso è un elemento attrattore, omogeneo col paesaggio intorno, oltre che centro aggregatore e costituisce perciò un tonal (si veda sempre atlante ufociclistico per le definizioni).

La questione resta irrisolta, per i primi comunque, resta il fatto che il Macro potrebbe col tempo diventare un tonal, in quanto non è ancora abbastanza vissuto da essere chiamato tale, e anzi questo è ciò che in generale ci si augura.
Per una serie di congiunzioni astrali, sovrapposizioni di messaggi di gruppo, semafori rossi, e interferenza di psico-dissuasori, l’ufociclista Dafne arriva in ritardo e questo fa ritardare la partenza del gruppo.
Ma appena arriva viene accolta da una cappa d’incenso che brucia sulla bicicletta dell’ufociclista D., e questo la riconcilia col gruppo, così ora si può finalmente partire.

I nostri eroi imboccano viale Regina Margherita, in direzione del Ponte delle Valli come è visibile nella mappa.
Arrivati nei pressi del Quartiere Africano, in prossimità del Parco Nemorense, l’ufociclista Lorena, notando i nomi delle vie, si chiede se esista qualche corrispondenza geografica tra la loro disposizione nel quartiere e i luoghi reali.
E’ una domanda interessante ma a
nche questa questione rimane irrisolta per il momento: sarà oggetto di approfondimento futuro tra gli ufociclisti.

L’ufociclista Cobol inizia a elargire fantamulte ad auto parcheggiate in doppia fila e sul marciapiede.

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Chiariamo: “nell’elevare le fantamulte (inventate da Edoardo) alle automobili non ci sostituiamo al pizzardone astratto (il vigile che vigila) ma c’intromettiamo nello spettacolino surreal-masochista del perseguitato e del perseguitatore che nel rincorrersi e nello sfuggire mantengono in vita gli equilibri della città ostile e alienata”.

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Cobol eleva una fantamulta direttamente a due donne che hanno lasciato l’auto in mezzo alla strada e loro lo minacciano dicendogli che sono fatine, ma evidentemente non hanno la bacchetta magica per rimpicciolire la macchina e non farle prendere così spazio, e soprattutto non sospettano che tra gli ufociclisti si aggiri una strega sotto mentite spoglie.

Arrivano davanti a una storica sede di Forza Nuova. Qui, un’inconfondibile scritta, con tanto di croce celtica per togliere ogni dubbio e ambiguità, troneggia sopra un immenso alimentari/fruttivendolo bengalese. È questo un caso di elemento che genera disordine ambientale e ambiguità, in cui compaiono abbinamenti inattesi, e confonde lo sguardo, che viene definito dall’atlante ufociclista cuspide o retroaggregatore.

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Davanti a questo astratto negozio gli ufociclisti incontrano coraggiosi antifascisti del quartiere più fascista di Roma, che chiedono loro una mano per cancellare quell’inquietante scritta. Gli ufociclisti si limitano a lasciargli una fantamulta per parcheggio in divieto di sosta (o di fermata, qui c’è una diatriba con i due che contestano il tipo di infrazione), ma prendono anche in considerazione l’ipotesi di tornare e mettere insieme un esercito di antifascisti in quelle zone ampiamente fuori dall’aura protettiva del quadrante orientale.

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A un parcheggio, dove nessun auto ha commesso infrazione e dove non c’è nemmeno un briciolo di immondizia per strada, i nostri eroi si rifocillano a base di non meglio identificate noci energizzanti probabilmente africane, e sono raggiunti da un nuovo membro, una ufociclista esperta in atmosfere di montagna e alieni.

A questo punto si pedala per tornare indietro per un pezzo di salita fino a raggiungere la ciclabile Aniene. Qui le luci della città svaniscono e bisogna fare i conti col buio. Ognuno lo affronta a modo suo. D. preferisce la luce rossa a quella bianca, troppo luminosa per lui. Dafne invece, vorrebbe quantomeno evitare di trovarsi a scendere senza controllo lungo un’invisibile larga curva (come è già avvenuto in passato) e poi il buio la affascina, ma la impaurisce anche (si vedano report di ricognizioni precedenti).
La ciclabile Aniene è uno strappo che è anche Varietà dimensionale del tipo 1.

Addentrandosi nel folto dei cespugli arrivano al ponte di ferro.
Su di esso passa l’alta velocità che va a Firenze, e, secondo l’atlante ufociclista, esso costituisce una discontinuità del territorio, agendo da separatore, in quanto taglia in due una (o due) UDA senza assumerne le caratteristiche. Ma esso ha anche un’importanza storica.
L’ufociclista Lorena racconta la storia di Ugo Forno, un bambino di 12 anni ucciso, nel tentativo di difendere il ponte che i nazisti volevano distruggere per fermare l’avanzata degli alleati. Tutto ciò avvenne il giorno prima della liberazione di Roma e solo in anni recenti, lo stato si è ricordato di questo bambino, conferendogli una medaglia e definendolo eroe nazionale.

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Al ponte di ferro i nostri eroi sistemano le biciclette in modo da illuminare l’ambiente con le lucette e preparano quello che si rivela il banchetto più ricco della storia (loculliano) dell’ufociclismo dai tempi di Ivano Mertz.
Vengono fuori doti culinarie inaspettate.

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A pancia piena si ragiona meglio, perciò sorgono spontanee discussioni sugli argomenti più vari, dalla natura degli alieni, alla possibile evoluzione del calamaro da incroci genetici di extraterrestri*, a Mauro Biglino**.
Finora, un’ipotesi accreditata è quella che gli alieni siano piante carnivore capaci di movimento animale. Difficile capire perciò se con l’alimentazione vegana stai mangiando uno di loro (citazione di Philip Dick).
Il treno che passa ogni dieci minuti accompagna le loro animate discussioni.

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Dopo il banchetto, gli ufociclisti continuano il loro percorso. Lorena e Dafne si attardano a fotografare il murale dedicato a Ugo Forno e si concedono un minuto per ripensare alla sua storia. Poi si buttano all’inseguimento degli altri attraverso un fitto canneto sulle sponde dell’Aniene che irrora una fitta nebbia. Passano attraverso una galleria e riemergono in prossimità della strada asfaltata, che costeggia il fiume.
Qui, complici l’umidità, il freddo, l’ora tarda, la stanchezza e un ufociclista che deve assolutamente tornare a casa, decidono di terminare la ricognizione, non senza una puntata a San Lorenzo, quartiere molto caro agli ufociclisti.
Proseguono perciò sulla via Nomentana in lenta risalita, senza badare ai semafori e alle auto rallentate che in alcuni casi nemmeno si prendono il disturbo di suonare il clacson e semplicemente alla prima occasione deviano nella corsia centrale (cosa abbastanza rara per un automobilista che si ritrovi ciclisti sulla sua strada), finché a Porta Pia, il gruppo si separa. Alcuni tornano a casa, mentre Dafne, Lorena, Cobol e Nikky, proseguono verso San Lorenzo.

Legate le bici in piazza, si inoltrano nei meandri della libreria Giufà, dove tra libri insoliti e bicchieri di birra, incontrano Giovan Bartolo Botta noto attore/poeta della scena romana, col quale continuano le discussioni sull’evoluzione, arrivando a discutere il limite tra la vita e la morte… ma questa è un’altra storia.

Presto indiremo la ricognizione diurna per una più completa mappatura della zona esplorata. Seguite sul gruppo fb.

Consigli

Letture:
Lsd. Carteggio 1947-1997Junger e Hoffman – Editore Giometti & Antonello.

Canzoni:
Ponte SalarioFlavio Giurato.

* Cause of Cambrian explosion – Terrestrial or cosmic? – gruppo di scienziati guidati da Edward J. Steel, del Centro dell’astrobiologia dell’Università di Ruhuanera, Sri Lanka

** Mauro Biglino è un traduttore di ebraico biblico, noto per una sua rilettura della Bibbia: egli afferma che leggendo la Bibbia alla lettera, viene fuori che essa non parli affatto di Dio, ma di forme di vita di natura extraterrestre, chiamate appunto Elohim.

Cosa è l’UfoCiclismo

Teoria Critica sullo spazio

L’UfoCiclismo si propone come teoria critica che ruota attorno alla bicicletta. Per fare ciò si pone prioritariamente come teoria critica sullo spazio urbano (più in generale sugli spazi antropici).

La vocazione critica della bicicletta la sperimenta ogni giorno il ciclista urbano, non tanto nelle percorrenze più rapide e abituali, quanto in quelle esplorative, che scovano nuovi passaggi, che ne aprono di nuovi. La bicicletta sprona a non percorrere necessariamente la strada più veloce, quella più consigliata, ma apre alla possibilità concreta che lo spazio sia sorretto da altre strategie, oltre quelle note e riconducibili alla brevità, alla velocità, all’utilità e via discorrendo.
Questa è la vocazione cartografante della bicicletta.

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Illustrazione di CROMA

Ma tutto ciò non basta. Non è ancora abbastanza.
Anche qualora il cicloattivismo riuscisse nella sua battaglia in favore di un uso più generalizzato e consapevole della bici e di modalità più sostenibili di trasporto, anche allora ci ritroveremmo tutti insieme a pedalare nuovamente all’indirizzo delle fabbriche capitaliste, imprigionati nel lavoro schiavista e nelle nubi tossiche che ormai fanno stabilmente parte della nostra biosfera. Avremo così inciso davvero poco sulla realtà.
Occorre quindi una teoria critica con ambizioni più generali.
Necessitiamo di una teoria critica capace d’armonizzare più fronti di lotta, tutti compatibili e arricchiti dalla scelta d’utilizzare la bicicletta.
Come ufociclisti crediamo che le varianti di tali lotte siano riassunte nei principi dell’antifascismo, dell’antirazzismo, dell’antispecismo, dell’antisessismo.
Molti “anti” che però spalancano un universo di possibili alleanze.
Come ufociclisti troviamo ad esempio incoerente che tanti cicloattivisti impegnati anche in campagne per la sensibilizzazione sulle sofferenze di popoli oppressi, così come per i diritti dei ciclisti quali anello più fragile della mobilità, non sentano la necessità d’esprimere concretamente la stessa solidarietà per l’oppressione di altre specie animali, considerate come cibo per gli esseri umani e costrette a vivere in lager. Il fascismo che si pratica sulle strade è lo stesso che opprime i popoli e che segrega, tortura e uccide gli animali.
La lotta per la mobilità sostenibile è anche una lotta contro lo specismo!

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Oggetti volanti (e non) non-identificati

Gli ufociclisti non sono ufologi, semmai (se il termine non fosse terribilmente cacofonico) potremmo definirci ufofili, perché impegnati a valorizzare l’oggetto non identificato, a volerlo preservare come tale: ineffabile.
Gli ufologi sono esattamente il contrario: gendarmi dell’identificazione, di tutto ciò che sfugge alle maglie strette del controllo generalizzato (si veda anche: Chi sono gli ufologi).

Ma cosa sono gli UFO? Qualcuno lo sa? Consideriamo un’opportunità  il fatto di non saperlo. Consideriamo un valore aggiunto il fatto che esista qualcosa che sfugge alla identificazione coatta, all’incasellamento tassonomico, al controllo, aprendo, per questo, su mondi possibili, su alternative perseguibili.

Se pensassimo quindi l’UFO esclusivamente come oggetto di provenienza terrestre, se supponessimo quindi che tutto fosse spiegabile approssimandolo (prima o poi) a fenomeni noti, avremmo perso un’occasione: l’occasione di sperimentare un principio di concreta alterità.
Non è utile altresì ipotizzare dogmaticamente che gli UFO siano cosmoveicoli d’origine aliena.
La ricchezza dell’UFO sta nel suo essere un “oggetto aperto“, flessibile, non ergonomicamente funzionale o riconducibile a uno specifico scopo: un apparato senza il libretto delle istruzioni.

Vale forse allora proporre una “scommessa” (si veda anche UfoCiclismo e scommessa di Pascal): che almeno una parte di questa fenomenologia possa essere considerata come qualcosa di totalmente diverso; così diverso da originarsi altrove, in condizioni e forme sociali a noi terrestri (e alle nostre organizzazioni sociali) non riducibili. Tale scommessa ci pone, allora, nella “scomoda” situazione di dover fare qualcosa, di dover agire, forse mutare, trasformarci, per entrare in contatto con tali forme di alterità.
La spiegazione di ciò ce la fornisce Dante Minazzoli (si veda: UfoCiclismo: perché gli alieni non prendono contatto pubblicamente?) che per primo ha affrontato la questione UFO-alieno in senso politico: i presunti alieni potrebbero intraprendere un contatto ufficiale con i terrestri solo a patto che noi si risolva la più grande contraddizione che ci caratterizza: la sperequazione (inter e intraspecifica) tra sfruttati e sfruttatori. In altri termini: che si proceda verso la trasformazione rivoluzionaria dei rapporti sociali.

L’esito della scommessa è sempre virtuoso. Anche qualora gli UFO fossero esclusivamente fenomeni di tipo terrestre (cioè solo momentaneamente non-identificati), anche allora avremmo comunque contribuito al mutamento di condizioni sociali oggettivamente ingiuste e in alcun modo sostenibili.

Gli ufociclisti contribuiscono a questa trasformazione (quindi ai presupposti per il contatto, potremo dire) per mezzo della bicicletta, della sua capacità ricartografante, intaccando quelle sclerotizzazioni della realtà che comunemente chiamiamo mappe.

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Teoria critica sul cosmo

Il mutamento dei rapporti sociali passa, per gli ufociclisti, per la ridefinizione più profonda del principio di realtà: la mappa. Orientare (ovvero: la funzione della carta topografica) non è mai un atto avulso da una precisa visione del mondo, e come tale va considerato e criticato (si veda: Carte, sapere e potere di John Brian Harley).
La nostra cartografia critica è quindi innanzitutto un atto politico non di ri-orientamento, ma di messa in discussione del comando, della norma, insiti nelle forme di scrittura simbolica (di reificazione) del reale, di cui le mappe fanno parte e di cui costituiscono una delle essenze più profonde. E’ uso dire, ad esempio, “farsi una mappa mentale” per indicare il più basilare criterio per orientarsi in una data situazione. Le mappe, una volta istituzionalizzate, operano a un livello molto profondo ponendo limiti alla conoscenza e alla flessibilità mentale.
Ricartografare con la bicicletta è: 1) atto connaturato al mezzo bicicletta e 2) necessario perché la bici offre il miglior rapporto tra efficienza esplorativa e contatto con l’ambiente (esplorare un’ampia parte di spazio mantenendo il contatto sensoriale con l’ambiente). A questo proposito parliamo di ciclismo sensibile.
Ricartografare includendo anche possibili oggetti volanti prevenienti dall’oltre biosfera significa estendere la teoria critica sullo spazio antropico a tutto il cosmo, tanto più oggi che il capitalismo inizia concretamente a interessarsi dello spazio extraatmosferico (space economy) divenendo sempre più multiplanetario (si veda anche Marte oltre Marte. L’era del capitalismo multiplanetario).

UfoCiclismo

L’UfoCiclismo non è un collettivo identificabile, anche se i suoi militanti possono costituirsi in gruppi e collettivi di ciclisti. Chiunque condivida (anche criticamente) gli assunti e i principi dell’UfoCiclismo può costituire un collettivo o gruppo ufocilista, partecipando e ampliando il lavoro di cartografia critica con la propria militanza attiva.
In questi anni di attività e militanza abbiamo costruito una nostra teoria cartografica costituita da specifiche categorie e poggiata su un metodo. Per scelta non abbiamo mai prodotto un documento scritto definitivo sul metodo, in quanto riteniamo prioritaria la vocazione a voler guardare e raccontare lo spazio in maniera alternativa, e solo secondario il fatto di farlo nel modo in cui noi abbiamo scelto di farlo. Il metodo è quindi inscritto (e da lì assorbibile) nei nostri rapporti, nei racconti, nelle nostre mappe (quelli contenuti in questo blog) e nei libri che abbiamo scritto. Pensiamo comunque che forme anche meno strutturate di analisi e riscrittura (come ad esempio la Psicogeografia o le mappe sensoriali) siano utilissime per iniziare a modificare la realtà dei rapporti sociali.
Per quel che riguarda la metodologia, l’uso della bicicletta è sicuramente una priorità, tanto perché promuove una pratica alternativa al più comune (almeno nelle città italiane) modo per spostarsi su base d’idrocarburi, che per mantenere un’equilibrio tra efficienza della media oraria e percezione sensibile dell’ambiente circostante.
Le ricognizioni che promuoviamo sono di due tipi: 1) diurne, specificatamente cartografiche e 2) serali/notturne, in cui alla cartografia uniamo più esplicitamente l’aspetto di ricerca del contatto con altre forme di vita e approcci ludico-creativi di varia natura.
Le uscite serali/notturne prevedono sempre il momento conviviale del picnic vegan di benvenuto per tutti coloro che si sono uniti alla ricognizione. Le uscite sono pubbliche e aperte a chiunque a patto di portare con sé una sensibilità antifascista, antirazzista, (almeno contestualmente) antispecista e antisessista. Su ciò non si transige.

Per comprendere nello specifico le peculiarità ufociclistiche, cioè cosa facciamo e come operiamo, la cosa migliore è quindi leggere i rapporti redatti a seguito delle ricognizioni, ed esplorare le mappe che in essi incontrerete.
Troverete tutto su questo blog.

Il blog organizza gli argomenti esclusivamente in ordine cronologico. I primi rapporti che incontrerete scrollando, sono anche i più recenti. Ovviamente, pur facendo costantemente riferimento a un glossario interno cliccabile per quel che riguarda le nostre categorie cartografiche (ad esempio: UDA), è possibile che i rapporti più recenti diano per scontati strumenti o passaggi teorici che nei primi rapporti sono invece trattati con più dovizia di particolari. Potete allora fare riferimento al nostro sito, ufociclismo.org, che può essere utilizzato anche come indice degli argomenti di questo blog e di altre cose che qui non hanno trovato collocazione.

Buona lettura.

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Rapporto sulla settima ricognizione UfoCiclistica (UfoCiclismo revolution 1) + Associazione Psicogeografica Romana [10/6/2017]

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La settima ricognizione UfoCiclistica è stata la piattaforma girevole d’una sperimentazione radiofonica in collaborazione con l’Associazione Psicogeografica Romana e con Radio Città Aperta.
Contravvenendo al principio che le ricognizioni s’effettuano in concomitanza con eventi astronomici l’appuntamento è stato fissato per sabato 10 giugno giornata non particolarmente significativa dal punto di vista astronomico.

Il consueto punto di raccolta s’e’, per l’occasione, frammentato in tre locazioni cosi’ da formare tre diverse squadre di ricognitori impegnati su percorsi indipendenti (elaborati dalla Associazione Psicogeografica Romana) convergenti su un unico punto dedicato al picnic esoplanetario e allo skywatching.
Come punto d’incontro è stato scelto il galoppatoio di Villa Borghese, un luogo situato al centro di Roma: per forma particolarmente adatto tanto alla pratica dello skywatching che all’eventuale atterraggio di cosmonavi aliene.

Ulteriore variante, quella di una “centrale operativa ufociclistica” situata presso Radio Città Aperta strumento di coordinamento tra squadre di ufociclisti, d’approfondimento tematico (ufologia, e ciclismo urbano) e d’intrattenimento per i radioascoltatori.
Compito della radio quello di creare una triangolazione tra le squadre di ciclisti urbani in ricognizione e ascoltatori curiosi o impossibilitati nel partecipare.
La radio ha avuto inoltre il compito di svincolare le squadre dalla “dittatura” del segnale satellitare (il navigatore satellitare è infatti un robot situato nell’esosfera che impartisce ordini agli esseri umani) pur garantendo alle squadre un supporto tattico nella corretta percorrenza dei tragitti suggeriti.

In studio alla conduzione Carolina Cutolo e Edoardo De Falchi sostenuti da Antonio Pedivella alla regia (l’uomo al di la’ del vetro) e dalla suddetta Associazione Psicogeografica Romana rappresentata da Daniel De Riva e Alessandra Girotti.

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Antonio Pedivella e al di là del vetro Edoardo De Falchi

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In studio (da sinistra) Alessandra Girotti (APR), Daniel De Riva (APR), Edoardo De Falchi e Carolina Cutolo

Inviato speciale il giornalista internazionale Andrea Cangioli esperto ricercatore di segnali di vita altri in missione presso il Gay Village nella giornata del Gay Pride.

Ospiti in collegamento telefonico:
L’astrologa Astronza con il suo oroscopo ufociclistico (minuti: 0:50:34 – 1:34:08 – 2:17:32), Vanni Santoni scrittore e narratore (Minuto: 1:10:30), Riccardo Balli dj musicista e ex componente della Associazione Astronauti Autonomi sezione Italia, nonché skaterista (minuto: 2:00:05).

Caposquadra (referenti) delle pattuglie UfoCiclistiche:
Federica, Francesco e Cobol.

I tre punti di raccolta scelti in modo da coprire i raggi di un semireticolato erano:
– Largo Preneste (Colombario di largo Preneste – coordinate 41.892145, 12.541533);
– Via Giacinto Carini (Teatro Vascello – coordinate 41.882494, 12.460694);
– Via Val di Cogne (Metro Conca D’Oro – coordinate 41.939928, 12.528349).

Ci preme ringraziare inoltre Tamara della Tamara Lorenzi Communication nel supporto della comunicazione legata all’evento e Dynamis storici fiancheggiatori degli eventi ufociclistici.
Ringraziamo anche Valentino De Luca per l’apporto ai social durante la diretta.

Prima d’addentrarci nei particolari del rapporto rilasciamo il podcast UfoCiclismo Revolution del 10 giugno in cui è possibile riascoltare l’intera trasmissione.

Quelli che seguono sono i link ai percorsi elaborati dalla Associazione Psicogeografica Romana. I primi due percorsi sono divisi in tre tappe mentre il terzo percorso è inserito in una mappa unica.

Ogni percorso è strutturato in tre tappe (la terza per tutti è la tappa finale del Galoppatoio). Ogni tappa è stata l’occasione per “marcare il territorio” mediante adesivi e multe creative (azioni disordinanti): facsimile di un verbale della polizia municipale di Roma da apporre “criticamente” sul parabrezza delle automobili: vera e propria armata d’invasione.

Percorso 1: tappa1tappa2raccolta
Percorso 2: tappa1tappa2raccolta
Percorso 3: percorso unitario

Le tre squadre hanno lasciato i rispettivi punti di raccolta circa quindici minuti dopo l’inizio di Ufociclismo Revolution subito dopo il primo giro di contatti con i caposquadra. Complessivamente le tre squadre erano composte da circa venti ufociclisti.

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Alieno presso il punto di raccolta della prima squadra

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Segno lasciato presso Largo Preneste

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Cesti di bici pieni di patatine vegan

Mentre la prima squadra percorreva le strade della periferia sud-est di Roma nella straniante zona tra via Labico e via dei Gordiani, la seconda squadra discendeva lungo via delle Fornaci verso le sponde del fiume Tevere.
Allo stesso tempo la “centrale operativa” perdeva definitivamente il contatto con la terza squadra per problemi d’ordine tecnico.
Proprio in via dei Gordiani la prima squadra si smarriva richiedendo assistenza all’Associazione Psicogeografica Romana (minuto 43:02) nella zona di Villa De Sanctis.

Tra gli eventi rilevanti la deriva non prevista della seconda squadra che incontrava le difficoltà in un fuori tracciato d’attraversamento delle sponde del Tevere laddove in estate si consuma un brutto pezzo della movida romana (minuto 01:43:16).

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Autoritratto della seconda squadra sulle sponde del Tevere

 Mentre la terza squadra proseguiva alla cieca non riuscendo più a comunicare con la centrale operativa e operando degli istrionici tagli sul percorso previsto, la prima squadra di passaggio presso la ley line di via del Mandrione ne approfittava per una breve pausa utile a far recitare alla poetessa Fedra un breve componimento realizzato proprio in previsione della ricognizione stessa (minuto 1:06:10):

 SOGNO
DIMENSIONI NUOVE S’INCONTRANO
ATTESA

Dopo circa quindici/venti minuti la prima squadra raggiungeva la prima tappa presso Porta Maggiore (minuto 1:24:54) dove dava avvio alle pratiche di stickering e alle disordinazioni tramite multe creative.

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Prima squadra presso Porta Maggione. All’UfoCiclista Fedra brilla il capo

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L’UfoCiclista Lorena notifica multe creative agli automobilisti

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Multe creative apposte per principio sui parabrezza

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Dettaglio di multa creativa

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Palo conquistato dalla terza squadra – Conca D’Oro

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Prima squadra: gli UfoCiclisti piu’ alti performano

I percorsi indicati dalla Associazione Psicogeografica Romana sono risultati un po’ abbondanti rispetti alla durata di due ore prevista per UfoCiclismo Revolution. Cosi’ sullo scoccare dei centoventi minuti la centrale operativa ha invitato i ciclisti urbani ad accelerare convergendo sulla tappa finale lambendo solo marginalmente lo stop della seconda tappa.

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Esplode in studio la felicità alla notizia del ritrovamento della terza squadra (Conca D’Oro)

Colpo di scena sullo scoccare delle due ore riappariva la terza squadra coordinata da Federica (minuto 1:52:10) che nel tragitto da Conca D’Oro al Galappatoio aveva integrato nel proprio organico anche Luciano col suo ciclobar (visibile nella foto sottostante per le luminarie da incontro ravvicinato del primo tipo).

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Foto ricordo del punto di raccolta finale (foto Sem)

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Il ciclobar di Luciano e mimetizzato tra gli UfoCiclisti l’inviato Andrea Cangioli

L’arrivo al galoppatoio è avvenuto in circa due ore e quaranta.
Nessuna delle squadre ha segnalato avvistamenti di luci nel cielo ne tanto meno contatti (ir) di alcun tipo.
Solo la prima squadra nella già citata circostanza di via Labico riporta di un misterioso avvistamento di sfere giacenti su un prato che però, a prima vista, avrebbero con ogni probabilità origini terrestri.
Approfondiremo e sapremo dirvi meglio nella seconda puntata del 24.

Un racconto interessante ci è stato riportato da un ufociclista testimone, qualche anno fa, di un avvistamento UFO nella zona del centro-sud dell’Italia.
L’ufociclista ha infatti raccontato di aver visto per parecchi secondi un oggetto iridescente di forma lenticolare stazionare nei cieli del proprio comune d’origine.
La caratteristica dell’UFO era quella d’esser un oggetto praticamente immobile nel cielo. Il testimone racconta dell’aver percepito, anche se a distanza, una sorta di “sensazione di silenziosità” dell’oggetto.
Dopo alcuni secondi l’UFO è sparito alla vista come se fosse progressivamente stato cancellato in una sorta di processo di mimetizzazione con lo sfondo azzurro circostante.
Il testimone ufociclista ci riferisce inoltre che nell’averne parlato col padre; quest’ultimo gli avrebbe confermato che da molti decenni quella zona è interessata da inspiegati fenomeni UFO e di essere stato anche lui testimone di un avvistamento.
In sostanza nella zona su cui cercheremo in seguito di essere piu’ precisi sembra vigere una sorta di “realismo magico” il cui fulcro sono le continue apparizioni di oggetti volanti non identificati ormai parte stessa del paesaggio semi rurale.

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UFO lenticolare (immagine esemplificativa)

Piazza del galoppatoio era chiusa per via di una vetusta manifestazione equestre; cosi’ le squadre si sono accomodate dinnanzi la suddetta piazza dove, dopo aver atteso ancora qualche minuto l’eventuale arrivo di navi aliene, ha consumato il picnic esoplanetario a base di cibarie vegan/vegetariane.
Immancabile l’humus vegano.

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Il banchetto di benvenuto

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Le bici prefigurano i dischi volanti

Per il momento è tutto. Vi rimandiamo all’ascolto del podcast e alla puntata del 24 giugno di UfoCiclismo Revolution.

Vi lasciamo sottolineando la scaletta musicale curata da Antonio Pedivella e Edoardo De Falchi col contributo di tutta la redazione:

Franco Battiato –  No time no space
Tomorrow   – My white bicyle
Caterina Caselli – Le biciclette bianche
The UFO Club – Surf city
Syd Barrett / Pink Floyd cover by The Farmingdale Sound Machine – Bike
Mungo Jerry  – Push Bike Song
Brainiac – Go Freaks Go
Jonathan Richman – Cosi Veloce
Piney Gir – Blixa Bargeld’s Bicycle
The Intelligence – Sailor Itch
J’ai acheté – Un vélo
Boards of Canada – Happy cycling
Lemon Jelly – Spacewalk
Freddie Sandy – The Bicycle Song
Madness – Riding on my bike

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Adesivo UfoCiclistico

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Un altro adesivo UfoCiclistico

Ci vediamo nel futuro.

Rapporto sulla Quarta Ricognizione UfoCilistica [Roma 20.3.17] – equinozio di primavera.

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Riprende l’attività UfoCiclistica dopo un po’ di anni d’intermittenza e d’assenza dalla scena psicogeografica nazionale.
La prima uscita “di riscaldamento” ci ha condotti lungo un percorso breve ma d’importanza strategica per la storia ufologica romana. Abbiamo infatti ripercorso un famoso avvistamento avvenuto nella capitale durante il flap ufologico del 1977.
In quell’occasione l’aeronave si spostò nel cielo capitolino da una posizione individuata con approssimazione su Porta Maggiore (punto d’entrata) scomparendo dopo pochi secondi all’altezza di una non meglio precisata coordinata su Villa Borghese.
L’avvistamento venne riportato da parecchi testimoni definiti attendibili.
Arbitrariamete abbiamo identificato tale punto d’uscita con il Pincio: mirabile veduta d’insieme sulla città.

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Il compito degli ufociclisti era quello di cercare d’individuare una ley line nascosata nel suddetto tratto di circa 4 chilometri su un totale di 6 percorsi all’andata e poco piu’ al ritorno (guarda il dettaglio).
La ley line ipotizzata è quella descritta dalla linea rossa mentre la linea blu è quella scelta dagli ufociclisti per unire il punto d’entrata con quello d’uscita.
Da questo punto di vista non abbiamo particolari rilevamenti da fare; la ley line (se presente) giace ben nascosta sotto strati di urbanizzazione più o meno razionali.

Unico luogo di rendez vous: Largo Preneste.

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La serata era prevalentemente nuvolosa e questo (oltre all’inquinamento elettromegnetico tipico della città particolarmente pronunciato proprio al Pincio) ha impedito un’agevole osservazione del cielo (skywatching).
Dal punto di vista delle aspettative ufologiche come ben noto si sarebbe potuta prevedere l’apparizione (ir1) di un ricognitore della Alien Nation (fedele alla Prima Direttiva) impegnato in operazioni d’osservazione e d’occultamento.
Tuttavia non segnaliamo nessun tipo d’avvistamento di questo o d’altro tipo.

La ricognizione è servita per fare il punto sulle più recenti prospettive elienologiche e in particolar modo si è proceduto ad una disanima critica sulle teorie di manipolazione genetica ad opera degli Elohim.

L’intervento di una ufociclista ha coagulato la discussione attorno alla possibilita’ pratica di creare generi di consumo per alieni. In particolar modo si è discussa l’eventualita’ di aliementare o di disarcionare il circuito di circolazione delle merci attraverso la produzione di oggetti (in senso lato) rivolti ad un uso alienologico.

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Il Pincio è stato anche il luogo d’attesa del contatto. Quando è apparso ormai chiaro che quest’ultimo non ci sarebbe stato, la squadra ha deciso di consumare convivialmente il cibo esoplanetario apprezzando pizza vegan, humus di ceci e pane casereccio.
Il titolo di “regina” del banchetto di benvenuto esoplanetario è spettato pero’ alla crostata portata da Diego.

Come previsto alle ore 00.00 parte della squadra di ricognizione ufociclistica era gia’ di ritorno al luogo di rendez vous dopo che altri ufociclisti avevano intrapreso gia’ la strada del ritorno diramandosi lungo il percorso di rientro.

Ci vediamo nel futuro.