XII Ricognizione UfoCiclistica – eclissi lunare

Rapporto redatto da Dafne
Integrato da Cobol
Venerdì 27 luglio 2018

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L’eclissi totale di luna è un evento che si verifica ogni 150 anni. Se a questa si aggiunge la vicinanza di Marte alla Terra, quale giornata migliore per gli ufociclisti per uscire in ricognizione notturna?
Ma stasera a pedalare per le strade di Roma non ci sono solo loro, infatti l’evento coincide perfettamente con l’ultimo venerdì del mese, giorno della Critical Mass e con l’adunata della Pedalata di luna piena che richiama moltissimi ciclisti romani e non, che si muovono ogni volta che il satellite terrestre compare in tutta la sua interezza. Come stasera.
Negli anni la Pedalata di luna piena è divenuto quantitativamente l’appuntamento di gran lunga più popolato del ciclismo romano.

L’aria è tersa ma tesa. Gli ufociclisti s’incontrano come sempre alla metro San Giovanni (vicino alla piattaforma girevole di Re di Roma), appuntamento anticipato di un’ora rispetto al solito, per raggiungere la Critical Mass in tempo. E’ circolata l’idea di proporre un percorso, per quella sera, che potrebbe portare la CM al BAM (Biblioteca Abusiva Metropolitana) di Centocelle, di recente presa di mira dai fascisti. Gli ufociclisti si sono espressi molto favorevolmente al riguardo. Dal BAM poi eventualmente si ripromettono di proporre uno spostamento, per chi lo vuole, verso il vicino parco di Centocelle (storico teatro di avvistamenti UFO) o a quello (sempre vicino) di Tor Tre Teste (anche questo parco ultimamente è interessato da fenomeni UFO come si può leggere in questo resoconto) dove godersi l’evento dell’eclissi lunare un po’ al riparo dall’inquinamento elettromagnetico ostile alla stratosfera.
La proposta per il BAM si scontrerà però con quella parte della critical che vorrebbe unirsi alla Pedalata di luna piena trasformando (anche se solo per quella sera) lo storico appuntamento ciclo-attivista in una passeggiata a pedali. A differenza della proposta circolata informalmente per il BAM, l’idea di congiungersi alla Pedalata di luna piena è stata annunciata sulla pagina fb della CM di Roma.
Di fatto è la stessa modalità con cui è stata indetta la critical di quella sera ad aver infastidito gli ufociclisti: la Critical Mass si muove da sempre libera per la città senza preannunciare l’esito di un percorso o di una convergenza in particolare: proprio come un UFO.

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Punto di raccolta ufociclistico

Alle 19.50 gli ufociclisti sono in 12 mentre a piazza Vittorio (proprio vicinissimi alla porta alchemica un tempo il tonal di quella zona prima che Casapound ne ridefinisse i contorni tonali – e con la sola CM a contrastarli simbolicamente) si sono riuniti 40 ciclisti.
Passa ancora un po’ di tempo e la critical si rimpingua con una certa orgogliosa profusione.
Baci e abbracci.
Ora anche gli ufociclisti hanno raggiunto la Critical Mass. Anche noi baci e abbracci.
Non c’é accordo su dove spostarsi… generalmente non ce n’é bisogno.
Alle 20,30 si parte.
Gli ufociclisti prendono la testa della massa critica muovendosi verso la stazione Termini. Su via Giolitti tentano di prendere viale de Nicola per poi dirigersi verso via Nomentana evitando (scongiurando) di congiungersi con la Pedalata di luna piena, ma la critical compatta tira dritta e raggiunge piazza della Repubblica per poi imboccare via Nazionale. Nella critical evidentemente prevale l’idea di raggiungere prima piazza del Popolo da sempre luogo di partenza della luna piena.
Poco male. Gli ufociclisti tornano sui propri passi e si accodano alla critical all’altezza del tunnel (tecnicamente una varietà dimensionale di grado 2 – si veda questo resoconto) di via Milano. C’è tra loro una ciclista nuova a questo tipo di uscite serali, e per questo fa confusione tra i due tipi d’iniziativa; al che Dafne si sente in dovere di elargire chiarimenti.
Con gli ufociclisti, in questo tentativo/proposta di raggiungere prioritariamente il BAM c’è anche il popolo di Centocelle in bicicletta.

Da questo momento tutto diventa molto rapido e convulso. Appena giunti a piazza del Popolo (un’altra piattaforma girevole) la Pedalata di luna piena fischia la partenza.
Ufociclisti, popolo di Centocelle e parte della CM decidono di tentare di ricompattare il resto della massa critica che prevedibilmente s’é liquefatta nel resto dei ciclisti lunatici.
Prendono la testa del flusso circolare a pedali sfruttando il proprio momento angolare.

Avviene un piccolo incidente con un tassista a un incrocio. Costui non si vuole fermare nemmeno cinque minuti, nemmeno di fronte a cotanta imponente massa tubolare e minaccia Dafne di denuncia per blocco di servizio pubblico. Poi la manda a quel paese insultandola pesantemente.

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La massa ciclistica: Luna piena + CM + ufociclisti

Niente di nuovo. Episodi come questo sono all’ordine del giorno; lo sono per i singoli ciclisti e per la massa critica. Nonostante la sproporzione numerica tra automobili e biciclette e nonostante lo squilibrio di effetti che le une posso avere sulle altre. Nonostante tutto ciò sono però sempre il ciclista e la CM ad essere additati come “estremisti” come un iterato e noioso gioco delle parti in cui non risalta un briciolo di originalità narrativa.
E ciò nonostante abbia sempre prevalso la volontà di delucidazione del ciclista che pazientemente spiega all’automobilista infuriato (ma a volte anche solo incuriosito) il senso di quelle manifestazioni portate avanti con gioia e allegria.
Nonostante ciò, quindi.

Ci sono tanti turisti a Roma in questa notte che come sempre guardano incuriositi e allegri.
A piazza Venezia finalmente si scorge la luna completamente coperta: una palla nera ombreggiata di rosso, che sembra una sfera di piombo sparata in cielo.

Davanti all’altare della patria partono cori contro patria e stato da parte di quei ciclisti che rivendicano il proprio spirito libertario e antifascista in un periodo tanto buio che l’eclissi lunare sembra giustamente sottolineare.
Si tratta di una sorta di affordance conflittuale che emerge spontanea e l’altare della patria, i militari impettiti appaiono come teatrali provocazioni: o meglio psico-dissuasori (si veda questo resoconto).
C’e’ poco tempo però per scrutare il cielo in cerca di alleanze con visitatori cosmici (che poi scopriremo invece essersi ampiamente manifestati a Roma e provincia quella sera). Stasera le ragioni di quel pezzettino di mondo che si chiama BAM (che tecnicamente potrebbe essere definito un attrattore) ci sembrano ben più urgenti come le tante ragioni di chi sta vivendo intimidazioni e repressioni a Roma e altrove.

La massa di ciclisti percorre via dei Fori (una esplicita e storica ley line) e la luna ancora li accompagna sopra il colosseo, poi su per via Labicana dove avviene un secondo incidente di percorso. Dafne che quella sera è indemoniata e incazzata come non mai, come se dovesse scaricare tutta la rabbia di una vita in una singolarità, individua e si rivolge al ciclista che gestisce una pagina fb della Critical Mass. Gli esprime il proprio disappunto circa la modalità del percorso prefissato che anticipava il rendez vous con la Pedalata di luna piena. Ciò tanto più che da giorni circolava l’idea di giungere al BAM in segno di solidarietà e forse anche con ragioni più in linea con lo spirito della CM.
Il ciclista non solo nega il suo coinvolgimento nella pagina fb ma di risposta accusa Dafne di aver trasformato, col popolo di Centocelle, la Critical Mass in un corteo politico portando con sé le bandiere della Palestina. Di fatto li accusa di difendere la dignità di un popolo dall’oppressione dello stato israeliano.
Ma la Critical Mass è una libera espressione e come tale, entro il rispetto delle libertà altrui, non accetta di essere redarguita da nessuno. E’ inoltre assurdo sostenere posizioni neutrali all’interno della CM: almeno fino a quando essa si dichiarerà esplicitamente antifascista (e speriamo un giorno anche antispecista).
Accanto al ciclista che dibatte con Dafne, c’è una donna bionda con un fischietto che urla di lasciare spazio ai pedoni. Inutile spiegarle che la CM blocca le strade semplicemente perché le bici stesse in quel momento sono il traffico. Inoltre i ciclisti non sono vigili urbani [e, aggiungiamo, nemmeno vogliono essere reclusi entro le ciclabili (varietà dimensionali 1) con bici targate e identificate dal pizzardone astratto].
Crediamo sia il caso che questi principi basilari siano sempre molto chiari in coloro che partecipano, che si confrontano o che propongono convergenze con e per la CM (ma questa è solo la nostra opinione).

A Via Labicana Cobol tenta di serrare le fila. Dalla testa dell’incedere lavico blocca il flusso di ciclisti per ricompattare la Critical Mass e per invogliare eventualmente qualche altro ciclista di quelli giunti per la luna piena a dirigersi verso la BAM di Centocelle.
Una organizzatrice della Pedalata di luna piena gli inveisce rabbiosamente contro rivendicando con vigore la proprietà di quella massa di ciclisti (non aspettava altro è la sensazione). Attacca Cobol affermando che quella è la Pedalata di luna piena! Non la Critical Mass! Cobol gli fa notare:
1) che li non c’é solo la Luna piena;
2) che la luna piena non s’é “comprata” i ciclisti.
La ciclista non vuole sentire ragioni e non accetta alcun tipo di argomentazione dato che, sostiene lei, la stragrande maggioranza dei ciclisti sono lì per la luna piena.
Quantitativamente costei ha ragione ma al di là delle risibili argomentazioni e della buffa (meglio dire surreale) polemica innescata sulla proprietà degli ignari ciclisti, su questo punto vogliamo essere estremamente chiari:

chiunque pensi che le forme di aggregazione ciclistica siano una strategia per formare e condurre greggi si troverà sempre gli ufociclisti contro! I pastori se ne restino nelle chiese!

L’idea di apporre un sigillo, un’etichetta sui ciclisti è parossistica tanto più per una manifestazione che ha nel proprio nome il satellite terrestre dichiarato, dall’umanità, avverso al principio della proprietà privata.
La luna è in accordo con noi e quella sera ha deciso di sparire dal cielo nella sua interezza per sparigliare pastori, padri e padroni.

Dallo scontro ne nasce una piccola scissione alcuni ciclisti CM si dirigono verso Porta Maggiore (un omphalos generatore di molte ley line) mentre la stragrande maggioranza segue legittimamente la Pedalata di luna piena verso piazza San Giovanni.

A Porta Maggiore la Critical Mass finalmente si ricompatta (almeno in parte) e un po’ motivati dal bisogno di assistere in pace all’eclissi, un po’ per l’urgenza di raggiungere il BAM  infila finalmente via Casilina in direzione di Centocelle.
Il resto dei ciclisti con la luna piena proseguono verso Scalo San Lorenzo e poi via Tiburtina.
All’altezza di via della Primavera l’ufociclista Valeria propone una bellissima scorciatoia (ci riproponiamo di ripercorrerla documentandola per stabilire se si tratti di una scorciatoia o di uno strappo in termini ufociclistici).

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Iniziativa alla BAM

La Critical Mass giunge finalmente alla BAM dove c’è l’aperitivo antifascista.
Gli ufociclisti guardano la luna, che ora inizia a scoprirsi, attraverso i bassi palazzi di Centocelle, mangiando riso con le verdure.
Stefano (un ciclista) dice loro che l’eclissi totale di luna in piena città è uno spettacolo unico: tra 150 anni quei palazzi non ci saranno e non c’erano 150 anni prima.
La luna che si tinge di rosso è una grande occasione per testare la Teoria cromatica degli stati d’animo degli ufociclisti. Quella sera il satellite è una vera e propria UDA (Unità d’Ambiance) e sulla sua compattezza e tenore tonale non produce o induce in equivoci. Un’occhiata alla tavola cromatica degli stati d’animo (un metodo per associare emotività sensibile e varietà cromatiche) e scegliamo compattamente il cluster che va dall’1 al 4. L’1 è la tonalità scelta: il limite inferiore del cluster di riferimento. Anche troppo facile. Leggiamo dall’atlante la corrispondenza timica: Umami – ambiance ricca, varia, densa, strutturata. Ci pare abbia senso per un’ambiance che quella sera la fa da padrone su tutte. Tutti col naso rivolto all’insù.
Si battibecca un po’ sulla natura del colore rosso della luna. Qualcuno sostiene sia l’influenza di Marte. Ci pare una bella suggestione ma del tutto improbabile.
C’e’ in corso un acceso dibattito sulle teorie di Mauro Biglino e sulla sua idea di una lettura letterale dei testi sacri. Per Cobol si tratta di un’interessante autopoiesi che però finisce per auto-assoggettarsi in una storia dell’umanità schiava di genti provenienti da altri pianeti. Altri padroni… basta!
Marco, Lorena e Martina argomentano con o contro Cobol.
Insomma Biglino non s’è inventato nulla di nuovo rispetto alla paleoastronautica tanto in voga negli anni Settanta. Il consiglio è sempre quello di vedersi questo storico documento: datato, storicamente sorpassato ma con una colonna sonora bellissima e immagini in 16 millimetri da pelle d’oca.
Così finisce questa anomala pedalata, che di solito si conclude nella quiete notturna dei parchi cittadini.

P. S. l’intero tracciato del percorso della ricognizione lo isseremo più in là dopo aver recuperato le coordinate della scorciatoia/strappo di Valeria.

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Una foto della luna in uscita dall’eclissi. Praticamente un Tao.

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