Rapporto sull’ottava ricognizione UfoCiclistica (UfoCiclismo Revolution 2) [24/6/2017]

Anche l’ottava ricognizione UfoCiclistica (come la precedente) non è stata effettuata in concomitanza con eventi astronomici (leggi: perché effettuare le ricognizioni in concomitanza con eventi astronomici) ma l’occasione è stata la seconda puntata di UfoCiclismo Revolution la trasmissione radiofonica sperimentale dell’ufociclismo realizzata presso Radio Città Aperta.
L’ottava ricognizione è stata pianificata con APR (Associazione Psicogeografica Romana), Cialtroninbici e Salvaiciclisti-Roma che ne hanno curato i percorsi poi coperti atleticamente dai ciclisti urbani e dagli UfoCiclisti.

I due punti di raccolta erano:
– via Ludovisi (Istituto Svizzero di Roma – coordinate 41.906750, 12.487594);
– viale Regina Elena (Metro Policlinico – coordinate 41.908670, 12.512133 ).

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Il punto di raccolta di via Ludovisi

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Il casco “fuori ordinanza” dell’UfoCiclista Fabio (via Ludovisi)

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Il punto di raccolta di Viale Regina Elena

Due squadre si sono diramate in direzioni opposte all’esplorazione di due quadranti molto diversi di Roma. Le squadre erano formate da: UfoCiclisti (via Ludovisi) e Cialtroninbici (viale Regina Elena). Appuntamento alle ore 2.00 al Colosseo.

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I due percorsi proposti per la ricognizione

Ecco nel dettaglio i percorsi:
Percorso da via Ludovisi;
Percorso da viale Regina Elena.

Scopo della puntata:  iniziare a produrre una “mappa” psico-eso emozionale dei percorsi esplorati sulla base di un glossario ufociclistico-psicogeografico redatto da UC & APR.

Quello che segue è il podcast della diretta radio (la seconda puntata di UfoCiclismo Revolution).
I primi dieci minuti della puntata sono andati misteriosamente perduti. Tenteremo di recuperarli in extremis. Sulle cause misteriose dell’accaduto è tutt’ora in corso un’ indagine a cura congiunta di UC & APR. Al momento le piste percorse dai due gruppi di ricerca sono diametralmente opposte e senza il ben che minimo punto di contatto tra loro.

Ospiti della puntata (in fondo a questo post i micro podcast dei singoli interventi):
Sandro Calmanti – Salvaiciclisti-Roma (in studio), Chew-Z (minuto 18.32), Maria Torres (minuto 1.12.25), Francesco Morici (minuto 1.19.00), Gabriele Guerra (minuto 1.29.15), Lorenzo  Trauma Studio (minuto 1.44.30), Dr. Pira (minuto 1.54.20).
Sono intervenuti:
Ivano Merz – UR (minuto 28.40) e EugenioCIR (minuto 47.47).

In studio:
Alessandra Girotti (APR), Daniel De Riva (APR), Carolina Cutolo (conduzione), Edoardo De Falchi (conduzione), Antonio Pedivella (ai comandi).

Inviato:
Andrea Cangioli da Forte Prenestino (Crack – Fumetti dirompenti).

Come nella puntata precedente ci preme ringraziare Tamara della Tamara Lorenzi Communication nel supporto della comunicazione legata all’evento.

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In studio da sinistra: Daniel De Riva, Sandro Calmanti, Edoardo De Falchi, Carolina Cutolo

Le due squadre si sono messe in cammino circa 10 minuti dopo la mezzanotte, dopo il primo giro di contatti tra “centrale ufociclista” e squadre di ricognitori.

Le diverse derive intraprese dalle due squadre hanno portato i ciclisti a percorrere e analizzare zone di Roma tra loro molto diverse.
Mentre la squadra dei Cialtroninbici procedeva verso la periferia ovest in una zona relativamente a basso impatto di movida romana, gli UfoCiclisti si muovevano in direzione del centro cittadino (e poi est) più interessato alla cosiddetta Estate Roma (impropriamente detta) incontrando immediatamente il traffico inferocito del Lungo Tevere e sopratutto l’isteria angolare della circumnavigazione (piattaforma girevole) di Castel Sant’Angelo: quest’ultimo è un Tonal di quella porzione di città.
Rintracciato quindi un primo Tonal gli UfoCiclisti si mettevano alla ricerca di un’eventuale conferma (altro Tonal) o oppositore (Totem d’incongruenza) della probabile Unità d’Ambiance che s’andava delineando.
Pochi minuti dopo gli UfoCiclisti s’imbattevano in un secondo Tonal (Piazza San Pietro) che confermava la coerenza di un’Unità d’Ambiance di tipo imperativo/devozionale confermata emozionalmente da tre UfoCiclisti.

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Gli UfoCiclisti Luca, Sem e Fabio dinanzi al Tonal San Pietro

Il Tonal di Piazza San Pietro produceva quindi, per vocazione ufociclistica, un’affordance conflittuale nella squadra (visto anche l’alto numero di psico-dissuasori presenti nella veste di automobili della PS e di pellegrini cristiani giunti da ognidove).
Lo “effetto fionda” prodotto dalla psico-dissuasione portava gli UfoCiclisti fuori percorso rispetto alla deriva lucida (spiegata da APR al minuto 1.08.20) intrapresa. Aggirata quindi Piazza San Pietro (e su suggerimento dell’UfoCiclista Sem) invece di percorrere la prevista via Gregorio VII s’inerpicavano per Viale delle Mura Aurelie in direzione Villa Doria Pamphili (guarda la mappa) e in cerca di un “nasone” (la pittoresca fontanella romana) non chiuso per via dell’emergenza idrica di questo periodo (minuto 36.36).

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Gli UfoCiclisti in contemplazione di una fontanella (non nasone) operativa incontrata durante un tratto di breve deriva casuale al Gianicolo

In tutt’altra zona e in tutt’altra Unità d’Ambiance i Cialtroninbici percorrevano la chilometrica Viale Palmiro Togliatti da Ponte Mammolo in direzione di via Tuscolana: zona di merce-sesso, gioco d’azzardo, droga, cocomeri.
Mentre quest’ultima ha tutte le caratteristiche di una ley-line (di prossima verifica) viale Palmiro Togliatti presenta le caratteristiche di una Intersezione (nuova categoria che sottoponiamo all’attenzione e al vaglio dell’APR).

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Intersezione Togliatti?

Per Intersezione intendiamo un percorso di congiunzione tra più Unità d’Ambiance che data la sua peculiare posizione nel contesto urbano non annovera nessuna delle caratteristiche delle unità attraversate (e rende pressoché impossibile per i ricognitori immergersi nel clima delle Unità d’Ambiance).
In un certo senso il “vettore velocità” caratterizza questa categoria analitica che dato il suo alto coefficiente di penetrazione e esternità all’ambiente assume le caratteristiche che l’antropologo Marc Augé attribuisce ai Non-Luoghi. In questo senso la definizione formale di un’Intersezione potrebbe essere quella di “non-luogo” dotato di vettore velocità vettore  in un moto che è (in quasi tutti i casi) circolare.
Il GRA, il Grande Raccordo Anulare di Roma e’ un esempio perfetto d’Intersezione che nel suo caso ideale può essere percorso con moto circolare uniforme.
Riporta Sergio dei Cialtroninbici (minuto 1.00.00) a proposito della Palmiro Togliatti: “atmosfera tranquilla, poche luci, atmosfera da Wyoming” ad indicare la scarsità apparente di densità abitativa in una strada che, invece, attraversa tre tra i quartieri più popolosi e caratteristici della popolata megalopoli romana.
Sempre Sergio: “Abbiamo incontrato le mille luci del Manhattan Cafè, un faro nel deserto: è terribile”. Una territorio “privo di difese immunitarie” quello della Intersezione Palmiro Togliatti e quindi attaccabile dai più disparati micro habitat che in esso prosperano incuranti di quanto e di chi li circonda. E sottolinea Sergio in accordo con quanto sostenuto dall’esperienza ufociclistica: “atmosfera perfetta per incontri ravvicinati”: unità UFO che privilegiano le ley-line come guide d’orientamento ma poi si manifestano in ir3/4/5 quasi sempre in luoghi isolati, fuori dai riflettori delle grandi traiettorie urbane; motivo per cui i picnic ufociclistici si consumano sempre in aree verdi all’interno della città.

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Un IR3 in una zona “periferica” o interstiziale del pianeta

Nel frattempo gli UfoCiclisti tentavano lo strappo di Villa Doria Pamphili per raggiungere nel minor tempo possibile via della Nocetta. Da qui il percorso si sarebbe dovuto articolare verso Casetta Mattei ma collegialmente si era già deciso di tagliare per Circonvallazione Gianicolense.
Giunti su via Vitellia gli UfoCiclisti hanno individuato un pertugio (guarda il dettaglio di Google Earth) per Villa Doria Pamphili.

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Il pertugio per penetrare dentro Villa Doria Pamphili da via Vitellia

L’obiettivo era quello di raggiungere Viale Selma Lagerloff per arrivare, a questo punto, non si sa più bene dove.
Alla guida del gruppo Sem che pareva essere l’unico ad avere un’idea (di massima) di dove il gruppo si stesse dirigendo.
All’interno della villa regnava un’Unità d’Ambiance uniforme e molto intima con il paesaggio di valli e colline uniformate da banchi lattiginosi di nebbia. Tutt’intorno un intenso odore di legno in putrefazione visibile solo a tratti sempre per via della nebbia.
L’UfoCiclista Elvira definirà a fine tragitto l’Unità d’Ambiance della villa come umida (minuto 2.13.50) ma non c’e’ stato il tempo di avere una verifica dagli altri UfoCiclisti della squadra.
Gli UfoCiclisti emozionati a questa vista insolita per il panorama romano hanno tentato di ritrarre fotograficamente il paesaggio con risultati deludenti.

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UfoCiclisti tentano di registrare e accordarsi sull’Unità d’Ambiance

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L’UfoCiclista Sem immortala una scena da attesa di ir3

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Patetico tentativo di ritrarre il paesaggio immerso nella nebbia

Dopo una decina di minuti con tratti in bici e tratti con bici a spinta gli UfoCiclisti raggiungevano il bel ponte di viale Selma Lagerloff  (guarda nel dettaglio di Google Earth) che scavalca via Leone XIII.
Si tratta di un bell’esempio di Totem d’incongruenza nel paesaggio molto curato della villa. Tanto per iniziare le sue pareti invitano ad affordance conflittuali, a quegli “inviti all’uso” grafici che con il tempo accumulano guerre di strati di tag territorializzanti.
L’idea architettonica è interessante e piacevole da guardare ma il suo esacerbato modernismo contraddice il resto dell’architettura che s’incontra nel percorrere il paesaggio. Inoltre questa pedana unisce le due parti della villa separate dalla “autostrada” di  via Leone XIII fornendo una posticcia soluzione di continuità ad una evidente menomazione territoriale. Il ponte diviene una sorta di occultatore o più precisamente una pseudo discontinuità eliminabile che cela in nuce una tendenza disgregante fortunatamente arginata.
Una soluzione più adeguata poteva essere, ad esempio quella dei “sovrappassi per la fauna selvatica” utilizzati molto ad esempio nel nord Europa che si “mimetizzano” quasi alla perfezione con il paesaggio non creando “rotture” col paesaggio che si tenta di preservare.

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La UfoCiclista Elvira attraversa il ponte viale Selma Lagerloff

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Pareti che “spronano” alla guerra dei tag

Oltre il ponte gli UfoCiclisti ormai disorientati e non piu’ sicuri di trovare un varco d’uscita (oltre che in ritardo sull’obbiettivo di raggiungere il Colosseo per le ore 2.00) decidevano di tornare sui propri passi riprendendo via Vitellia per connettersi alternativamente a viale Gianicolense: via diretta per raggiungere in una quindicina di minuti il Colosseo.
Il tratto di deriva a tratti casuale (spiegata da APR al minuto 8.50) a tratti spaesante (spiegata da APR al minuto 1.41.20) compiuto all’interno della villa è stato sicuramente il piu’ bello e affascinante di tutta la ricognizione. Il tratteggiamento ondulatorio del paesaggio in parte nascosto dalla nebbia ha fatto presagire alla squadra un possibile ir3 imminente che pero’, almeno per quel che coscientemente ci riguarda, non sembra essere avvenuto.
Sicuramente tutto il tempo trascorso nella villa non è stato percepito in maniera continua e lineare perche’ gli UfoCiclisti sembrano aver perso, ad un certo punto, il suo dispiegrasi che trascorreva. Cio’ ci porta naturalmente a pensare ad un episodio di missing time che in campo ufologico rappresenta uno dei fenomeni piu’ affascinanti del contatto con oggetti volanti non identificati e suoi possibili equipaggi con i terrestri osservatori.
Se davvero si fosse verificato un fenomeno di questo tipo dovrà passare del tempo perché i ricordi o tracce di essi ricomincino a riaffiorare alla coscienza.
In chi redige questo rapporto (ed era presente) in quei momenti si è manifestata in maniera molto pronunciata una sensazione, una forza d’attrazione emozionale, coerente con un’Unità d’Ambiance contattistica come se il silenzio e la nebbia fossero stati progettati come scenario per un incontro esoplanetario. 

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Gli UfoCiclisti tornano sui propri passi

Raggiunto velocemente viale Gianicolense gli UfoCiclisti si sono diretti senza interruzioni e a pedalata spedita verso il Colosseo.
Qui dopo qualche minuto sono stati raggiunti dai Cialtroninbici e assieme si è consumata una piccola “merenda” a base di humus (immancabile) e banane.

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L’arrivo dei Cialtroninbici al Colosseo (foto Sem)

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Foto di gruppo al Colosseo prima di mangiare l’humus e le banane (che pero’ si dice di sera siano pesanti) – Foto Sem

I micro podcast degli ospiti e degli interventi:

Sandro Calmanti – primo interventosecondo intervento
Chew-z
Eugenio – CIR
Maria Torres
Ivano Merz – UR
Gabriele Guerra
Claudio Morici
Dr. Pira
Lorenzo (Trauma Studio)

La scaletta musicale della puntata:

Franco Battiato –  No time no space
Duran Duran – Planet Earth
Yves Montand – La bicyclette
Brigitte Bardot – Contact
Air – Kelly Watch The Stars
Sternhagel – Fahrrad Fahr´n
Jonathan Richman – In che mondo viviamo
Kraftwerk – Tour de France
Vasco Rossi – Sballi ravvicinati del terzo tipo
The Mello-Tones – Flying Saucers
3E – Mars
Messer fur Frau Muller – You you and you
Associazione Psicogeografica Romana – Psychogeography For Dummies
Cobol Pongide – UfoCiclismo

Ci vediamo nel futuro e in bocca all’UFO!

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2 pensieri su “Rapporto sull’ottava ricognizione UfoCiclistica (UfoCiclismo Revolution 2) [24/6/2017]

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