Mars Beyond Mars – Edizione II

In collaborazione con Pigneto Città Aperta 2071Trauma Studio e Lo Yeti: la seconda edizione di Mars Beyond Mars il 7 luglio 2017 – microconvegno open air [qui la prima edizione svolta a Esc-Atelier].

Sono intervenuti:
Cobol Pongide – cosmonauta ufociclista (premessa e moderazione).

Premessa:
Mars Beyond Mars vuole essere una riflessione sul prossimo futuro al di là delle scadenze quotidiane; ovvero al di là di quella riduzione del futuro ai suoi minimi termini che lo identificano con il domani.
Questo cambiamento di prospettiva non ci spingerà necessariamente a fare (almeno non esclusivamente) fantascienza.  D’altro canto non tratteremo questi temi con il rigore formalistico di chi se ne occupa per professione.
L’ambizione è quella di portare la società civile ad immaginare un futuro diverso e a progettarlo su un arco temporale che ormai non le è più proprio.
Per fare questo c’e’ bisogno di sporgersi un po’ sull’ignoto;  quindi quale migliore ambito se non lo spazio.

Partiamo dalla constatazione (che è anche argomento di dibattito) del trovarci o meno nella terza era spaziale.
La prima terminata con l’allunaggio del 1969, la seconda dispiegatasi tra gli anni Settanta e Ottanta con l’esplorazione ad opera delle sonde automatiche dei pianeti del nostro sistema solare. Poi finalmente la terza rivolta alle lune del nostro sistema solare (più in generale ai corpi celesti “secondari”) come ad esempio Europa luna di Giove e Encelado luna di Saturno (ma anche alle comete).
Ma sopratutto la terza era spaziale è quella dello studio degli esopianeti: quei corpi celesti che orbitano stabilmente attorno ad altre stelle.
Gli esopianeti li individuiamo almeno da trent’anni e in questi anni sono stati compiuti moltissimi progressi nella comprensione della loro natura (terrestri/gioviani, massa e in alcune circostanze atmosfera che trattengono).
Per quel che riguarda gli esopianeti si è transitati da una consapevolezza di tipo probabilistico [è improbabile che non esistano e che siano troppo diversi da quelli che conosciamo (quelli del nostro sistema solare)] ad una di tipo statistico (la loro distribuzione statistica nell’universo sulla base di dati empirici).
I “più interessanti” sono quelli residenti nella cosiddetta fascia abitabile cioè quelli collocati in una zona in cui i pianeti gravitano ad una distanza dal proprio sole che consentirebbe, qualora ci fosse, il persistere dell’acqua allo stato liquido: che per quel che ne sappiamo è il presupposto per la vita.

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Quanto distano questi esopianeti?
Il più vicino orbita attorno a Proxima Centauri, la stella a noi piu’ vicina; quini a circa 4 anni luce dalla Terra.
Troppo lontani per l’attuale sviluppo tecnologico e grado di conoscenza delle proprietà dello spaziotempo. Ma anche questo è argomento di dibattito (se si vole ancora più generale) perché implica il concetto di crescita d’investimenti nel campo della ricerca e sviluppo virtuoso di cooperazione scientifica e più in generale umana (si veda ad esempio il caso di Sci-Hub).

Come prepararci alla terza era spaziale senza che questa divenga una nuova predatoria corsa all’oro, ovvero: solo una nuova estensione di territori da depredare?
uno dei temi di riflessione diviene allora ad esempio quello delle scelte etiche da affrontare per preservare le biodiversità che potremo incontrare.
Più in generale diviene il concetto di terraforming l’argomento attorno a cui ragionare: l’impatto umano su pianeti alieni dal momento che per ospitare stabilmente la vita terrestre questi dovranno essere strutturalmente modificati.
L’etica di questo impatto non è tema di riflessione all’ordine del giorno della scienza; per questo motivo è prioritariamente la società civile a doversene occupare.

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Quest’idea è attualmente “fuori moda” perché la sensazione che non addetti ai lavori possano riflettere sui principi scientifici è transitata per sottogeneri letterari e forme di antiscientismo e di superstizione. Da qui bisogna ripartire: dall’idea che la società civile non può demandare (chiavi in mano) il proprio futuro a organizzazioni di ricerca completamente fuori controllo. Ma la sua opera di vigilanza deve passare per una redistribuzione di competenze sensate e di riflessioni non partigiane attraverso incontri collettivi e dibattiti più o meno specialistici.
Proprio come nella scienza “di professione” nella società civile in controllo delle idee scientifiche dei singoli individui deve passare per un confronto collettivo e collegiale perché la scienza è il paradigma attorno a cui, consapevoli o meno che ne possiamo essere, si articola la nostra esistenza.

Come immaginare ad esempio un equilibrato rapporto tra insediamenti di coloni e forme di vita preesistenti una volta sbarcati su pianeti alieni?
Ecco: se la questione coloni-insediamenti ricorda qualcosa di fortemente all’ordine del giorno anche qui sul pianeta Terra allora significa che porsi queste domande inizia ad essere una concreta priorità.

Carlo Prati – architetto.
La domanda posta a Carlo Prati:
date alcune concezioni architettoniche non sempre comprensibilissime per chi poi le vive è possibile pensare che gli architetti progettino già per un’umanità post-terrestre?
L’intervento

Fabrizio Boni – regista antropologo.
La domanda posta Fabrizio Boni:
circa il suo film realizzato con Giorgio De Finis Space Metropoliz:
l’idea di far nuovamente migrare (questa volta verso la Luna) gli occupanti dello spazio abitativo Metropoliz non potrebbe avere il sapore di una proposta di deportazione?
L’intervento

Daniele Vazquez – urbanista.
L’intervento

Mauro Cuppone – artista.
La domanda posta a Mauro Cuppone:
il monito di Stephen Hawking ai terrestri è quello di smettere di lanciare messaggi nello spazio nel tentativo di  entrare in contatto con forme di vita aliena. Potrebbero avere scopi non troppo pacifici.
Quindi: “l’arte spaziale” (perché alcune sue opere sono visibili dallo spazio) di Cuppone non potrebbe finire per essere giudicata in futuro una sorta di strategia collaborazionista col nemico?
L’intervento 

Flavio Rossi – guerrigliero psichico.
La domanda posta a Flavio Rossi:
ti definisci “guerrigliero psichico” il che potrebbe far pensare ad una sorta di combattente dei meme: un agente addetto a instillare idee nei processi cognitivi delle persone. Se dovessimo propagare l’idea che la riflessione sul cosmo è una priorità nella vita delle persone quale concetto diffonderesti?
L’intervento

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Rapporto sull’ottava ricognizione UfoCiclistica (UfoCiclismo Revolution 2) [24/6/2017]

Anche l’ottava ricognizione UfoCiclistica (come la precedente) non è stata effettuata in concomitanza con eventi astronomici (leggi: perché effettuare le ricognizioni in concomitanza con eventi astronomici) ma l’occasione è stata la seconda puntata di UfoCiclismo Revolution la trasmissione radiofonica sperimentale dell’ufociclismo realizzata presso Radio Città Aperta.
L’ottava ricognizione è stata pianificata con APR (Associazione Psicogeografica Romana), Cialtroninbici e Salvaiciclisti-Roma che ne hanno curato i percorsi poi coperti atleticamente dai ciclisti urbani e dagli UfoCiclisti.

I due punti di raccolta erano:
– via Ludovisi (Istituto Svizzero di Roma – coordinate 41.906750, 12.487594);
– viale Regina Elena (Metro Policlinico – coordinate 41.908670, 12.512133 ).

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Il punto di raccolta di via Ludovisi

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Il casco “fuori ordinanza” dell’UfoCiclista Fabio (via Ludovisi)

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Il punto di raccolta di Viale Regina Elena

Due squadre si sono diramate in direzioni opposte all’esplorazione di due quadranti molto diversi di Roma. Le squadre erano formate da: UfoCiclisti (via Ludovisi) e Cialtroninbici (viale Regina Elena). Appuntamento alle ore 2.00 al Colosseo.

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I due percorsi proposti per la ricognizione

Ecco nel dettaglio i percorsi:
Percorso da via Ludovisi;
Percorso da viale Regina Elena.

Scopo della puntata:  iniziare a produrre una “mappa” psico-eso emozionale dei percorsi esplorati sulla base di un glossario ufociclistico-psicogeografico redatto da UC & APR.

Quello che segue è il podcast della diretta radio (la seconda puntata di UfoCiclismo Revolution).
I primi dieci minuti della puntata sono andati misteriosamente perduti. Tenteremo di recuperarli in extremis. Sulle cause misteriose dell’accaduto è tutt’ora in corso un’ indagine a cura congiunta di UC & APR. Al momento le piste percorse dai due gruppi di ricerca sono diametralmente opposte e senza il ben che minimo punto di contatto tra loro.

Ospiti della puntata (in fondo a questo post i micro podcast dei singoli interventi):
Sandro Calmanti – Salvaiciclisti-Roma (in studio), Chew-Z (minuto 18.32), Maria Torres (minuto 1.12.25), Francesco Morici (minuto 1.19.00), Gabriele Guerra (minuto 1.29.15), Lorenzo  Trauma Studio (minuto 1.44.30), Dr. Pira (minuto 1.54.20).
Sono intervenuti:
Ivano Merz – UR (minuto 28.40) e EugenioCIR (minuto 47.47).

In studio:
Alessandra Girotti (APR), Daniel De Riva (APR), Carolina Cutolo (conduzione), Edoardo De Falchi (conduzione), Antonio Pedivella (ai comandi).

Inviato:
Andrea Cangioli da Forte Prenestino (Crack – Fumetti dirompenti).

Come nella puntata precedente ci preme ringraziare Tamara della Tamara Lorenzi Communication nel supporto della comunicazione legata all’evento.

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In studio da sinistra: Daniel De Riva, Sandro Calmanti, Edoardo De Falchi, Carolina Cutolo

Le due squadre si sono messe in cammino circa 10 minuti dopo la mezzanotte, dopo il primo giro di contatti tra “centrale ufociclista” e squadre di ricognitori.

Le diverse derive intraprese dalle due squadre hanno portato i ciclisti a percorrere e analizzare zone di Roma tra loro molto diverse.
Mentre la squadra dei Cialtroninbici procedeva verso la periferia ovest in una zona relativamente a basso impatto di movida romana, gli UfoCiclisti si muovevano in direzione del centro cittadino (e poi est) più interessato alla cosiddetta Estate Roma (impropriamente detta) incontrando immediatamente il traffico inferocito del Lungo Tevere e sopratutto l’isteria angolare della circumnavigazione (piattaforma girevole) di Castel Sant’Angelo: quest’ultimo è un Tonal di quella porzione di città.
Rintracciato quindi un primo Tonal gli UfoCiclisti si mettevano alla ricerca di un’eventuale conferma (altro Tonal) o oppositore (Totem d’incongruenza) della probabile Unità d’Ambiance che s’andava delineando.
Pochi minuti dopo gli UfoCiclisti s’imbattevano in un secondo Tonal (Piazza San Pietro) che confermava la coerenza di un’Unità d’Ambiance di tipo imperativo/devozionale confermata emozionalmente da tre UfoCiclisti.

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Gli UfoCiclisti Luca, Sem e Fabio dinanzi al Tonal San Pietro

Il Tonal di Piazza San Pietro produceva quindi, per vocazione ufociclistica, un’affordance conflittuale nella squadra (visto anche l’alto numero di psico-dissuasori presenti nella veste di automobili della PS e di pellegrini cristiani giunti da ognidove).
Lo “effetto fionda” prodotto dalla psico-dissuasione portava gli UfoCiclisti fuori percorso rispetto alla deriva lucida (spiegata da APR al minuto 1.08.20) intrapresa. Aggirata quindi Piazza San Pietro (e su suggerimento dell’UfoCiclista Sem) invece di percorrere la prevista via Gregorio VII s’inerpicavano per Viale delle Mura Aurelie in direzione Villa Doria Pamphili (guarda la mappa) e in cerca di un “nasone” (la pittoresca fontanella romana) non chiuso per via dell’emergenza idrica di questo periodo (minuto 36.36).

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Gli UfoCiclisti in contemplazione di una fontanella (non nasone) operativa incontrata durante un tratto di breve deriva casuale al Gianicolo

In tutt’altra zona e in tutt’altra Unità d’Ambiance i Cialtroninbici percorrevano la chilometrica Viale Palmiro Togliatti da Ponte Mammolo in direzione di via Tuscolana: zona di merce-sesso, gioco d’azzardo, droga, cocomeri.
Mentre quest’ultima ha tutte le caratteristiche di una ley-line (di prossima verifica) viale Palmiro Togliatti presenta le caratteristiche di una Intersezione (nuova categoria che sottoponiamo all’attenzione e al vaglio dell’APR).

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Intersezione Togliatti?

Per Intersezione intendiamo un percorso di congiunzione tra più Unità d’Ambiance che data la sua peculiare posizione nel contesto urbano non annovera nessuna delle caratteristiche delle unità attraversate (e rende pressoché impossibile per i ricognitori immergersi nel clima delle Unità d’Ambiance).
In un certo senso il “vettore velocità” caratterizza questa categoria analitica che dato il suo alto coefficiente di penetrazione e esternità all’ambiente assume le caratteristiche che l’antropologo Marc Augé attribuisce ai Non-Luoghi. In questo senso la definizione formale di un’Intersezione potrebbe essere quella di “non-luogo” dotato di vettore velocità vettore  in un moto che è (in quasi tutti i casi) circolare.
Il GRA, il Grande Raccordo Anulare di Roma e’ un esempio perfetto d’Intersezione che nel suo caso ideale può essere percorso con moto circolare uniforme.
Riporta Sergio dei Cialtroninbici (minuto 1.00.00) a proposito della Palmiro Togliatti: “atmosfera tranquilla, poche luci, atmosfera da Wyoming” ad indicare la scarsità apparente di densità abitativa in una strada che, invece, attraversa tre tra i quartieri più popolosi e caratteristici della popolata megalopoli romana.
Sempre Sergio: “Abbiamo incontrato le mille luci del Manhattan Cafè, un faro nel deserto: è terribile”. Una territorio “privo di difese immunitarie” quello della Intersezione Palmiro Togliatti e quindi attaccabile dai più disparati micro habitat che in esso prosperano incuranti di quanto e di chi li circonda. E sottolinea Sergio in accordo con quanto sostenuto dall’esperienza ufociclistica: “atmosfera perfetta per incontri ravvicinati”: unità UFO che privilegiano le ley-line come guide d’orientamento ma poi si manifestano in ir3/4/5 quasi sempre in luoghi isolati, fuori dai riflettori delle grandi traiettorie urbane; motivo per cui i picnic ufociclistici si consumano sempre in aree verdi all’interno della città.

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Un IR3 in una zona “periferica” o interstiziale del pianeta

Nel frattempo gli UfoCiclisti tentavano lo strappo di Villa Doria Pamphili per raggiungere nel minor tempo possibile via della Nocetta. Da qui il percorso si sarebbe dovuto articolare verso Casetta Mattei ma collegialmente si era già deciso di tagliare per Circonvallazione Gianicolense.
Giunti su via Vitellia gli UfoCiclisti hanno individuato un pertugio (guarda il dettaglio di Google Earth) per Villa Doria Pamphili.

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Il pertugio per penetrare dentro Villa Doria Pamphili da via Vitellia

L’obiettivo era quello di raggiungere Viale Selma Lagerloff per arrivare, a questo punto, non si sa più bene dove.
Alla guida del gruppo Sem che pareva essere l’unico ad avere un’idea (di massima) di dove il gruppo si stesse dirigendo.
All’interno della villa regnava un’Unità d’Ambiance uniforme e molto intima con il paesaggio di valli e colline uniformate da banchi lattiginosi di nebbia. Tutt’intorno un intenso odore di legno in putrefazione visibile solo a tratti sempre per via della nebbia.
L’UfoCiclista Elvira definirà a fine tragitto l’Unità d’Ambiance della villa come umida (minuto 2.13.50) ma non c’e’ stato il tempo di avere una verifica dagli altri UfoCiclisti della squadra.
Gli UfoCiclisti emozionati a questa vista insolita per il panorama romano hanno tentato di ritrarre fotograficamente il paesaggio con risultati deludenti.

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UfoCiclisti tentano di registrare e accordarsi sull’Unità d’Ambiance

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L’UfoCiclista Sem immortala una scena da attesa di ir3

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Patetico tentativo di ritrarre il paesaggio immerso nella nebbia

Dopo una decina di minuti con tratti in bici e tratti con bici a spinta gli UfoCiclisti raggiungevano il bel ponte di viale Selma Lagerloff  (guarda nel dettaglio di Google Earth) che scavalca via Leone XIII.
Si tratta di un bell’esempio di Totem d’incongruenza nel paesaggio molto curato della villa. Tanto per iniziare le sue pareti invitano ad affordance conflittuali, a quegli “inviti all’uso” grafici che con il tempo accumulano guerre di strati di tag territorializzanti.
L’idea architettonica è interessante e piacevole da guardare ma il suo esacerbato modernismo contraddice il resto dell’architettura che s’incontra nel percorrere il paesaggio. Inoltre questa pedana unisce le due parti della villa separate dalla “autostrada” di  via Leone XIII fornendo una posticcia soluzione di continuità ad una evidente menomazione territoriale. Il ponte diviene una sorta di occultatore o più precisamente una pseudo discontinuità eliminabile che cela in nuce una tendenza disgregante fortunatamente arginata.
Una soluzione più adeguata poteva essere, ad esempio quella dei “sovrappassi per la fauna selvatica” utilizzati molto ad esempio nel nord Europa che si “mimetizzano” quasi alla perfezione con il paesaggio non creando “rotture” col paesaggio che si tenta di preservare.

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La UfoCiclista Elvira attraversa il ponte viale Selma Lagerloff

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Pareti che “spronano” alla guerra dei tag

Oltre il ponte gli UfoCiclisti ormai disorientati e non piu’ sicuri di trovare un varco d’uscita (oltre che in ritardo sull’obbiettivo di raggiungere il Colosseo per le ore 2.00) decidevano di tornare sui propri passi riprendendo via Vitellia per connettersi alternativamente a viale Gianicolense: via diretta per raggiungere in una quindicina di minuti il Colosseo.
Il tratto di deriva a tratti casuale (spiegata da APR al minuto 8.50) a tratti spaesante (spiegata da APR al minuto 1.41.20) compiuto all’interno della villa è stato sicuramente il piu’ bello e affascinante di tutta la ricognizione. Il tratteggiamento ondulatorio del paesaggio in parte nascosto dalla nebbia ha fatto presagire alla squadra un possibile ir3 imminente che pero’, almeno per quel che coscientemente ci riguarda, non sembra essere avvenuto.
Sicuramente tutto il tempo trascorso nella villa non è stato percepito in maniera continua e lineare perche’ gli UfoCiclisti sembrano aver perso, ad un certo punto, il suo dispiegrasi che trascorreva. Cio’ ci porta naturalmente a pensare ad un episodio di missing time che in campo ufologico rappresenta uno dei fenomeni piu’ affascinanti del contatto con oggetti volanti non identificati e suoi possibili equipaggi con i terrestri osservatori.
Se davvero si fosse verificato un fenomeno di questo tipo dovrà passare del tempo perché i ricordi o tracce di essi ricomincino a riaffiorare alla coscienza.
In chi redige questo rapporto (ed era presente) in quei momenti si è manifestata in maniera molto pronunciata una sensazione, una forza d’attrazione emozionale, coerente con un’Unità d’Ambiance contattistica come se il silenzio e la nebbia fossero stati progettati come scenario per un incontro esoplanetario. 

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Gli UfoCiclisti tornano sui propri passi

Raggiunto velocemente viale Gianicolense gli UfoCiclisti si sono diretti senza interruzioni e a pedalata spedita verso il Colosseo.
Qui dopo qualche minuto sono stati raggiunti dai Cialtroninbici e assieme si è consumata una piccola “merenda” a base di humus (immancabile) e banane.

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L’arrivo dei Cialtroninbici al Colosseo (foto Sem)

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Foto di gruppo al Colosseo prima di mangiare l’humus e le banane (che pero’ si dice di sera siano pesanti) – Foto Sem

I micro podcast degli ospiti e degli interventi:

Sandro Calmanti – primo interventosecondo intervento
Chew-z
Eugenio – CIR
Maria Torres
Ivano Merz – UR
Gabriele Guerra
Claudio Morici
Dr. Pira
Lorenzo (Trauma Studio)

La scaletta musicale della puntata:

Franco Battiato –  No time no space
Duran Duran – Planet Earth
Yves Montand – La bicyclette
Brigitte Bardot – Contact
Air – Kelly Watch The Stars
Sternhagel – Fahrrad Fahr´n
Jonathan Richman – In che mondo viviamo
Kraftwerk – Tour de France
Vasco Rossi – Sballi ravvicinati del terzo tipo
The Mello-Tones – Flying Saucers
3E – Mars
Messer fur Frau Muller – You you and you
Associazione Psicogeografica Romana – Psychogeography For Dummies
Cobol Pongide – UfoCiclismo

Ci vediamo nel futuro e in bocca all’UFO!

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Strumenti d’analisi UfoCiclistica-Psicogeografica a cura di UC & APR

Gli strumenti che qui presentiamo hanno il preciso scopo d’accompagnare l’UfoCiclista nelle sue ricognizioni cosi’ da dotarlo di concetti per l’analisi del territorio esplorato per la “compilazione” di una mappa emozional-ufologica.
Si tratta di una prima sistematica trattazione ad uso dei ricognitori.

Deriva psicogeografica
Pedalata con andatura sostenuta con lo scopo di percepire il passaggio qualitativo tra due unità d’ambiance.
Passaggio qualitativo sta per una sensazione di cambiamento d’atmosfera in cui l’emozione dominante (di chi l’attraversa) tra quella precedente e quella successiva è decisamente diversa. Qualsiasi mezzo di trasporto è comunque lecito. Cambiando il mezzo di trasporto cambia anche la scala del paesaggio urbano e la profondità con cui si percepisce l’unità d’ambiance.
Una ricognizione UfoCiclistica è anche una Deriva Psicogeografica con la possibilità d’incontri e esperienze di tipo esoplanetario.

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Unità d’ambiance o unità d’atmosfera
Zona entro il cui perimetro si percepisce un’emozione dominante rispetto ad altre possibili o più lievi. Da un punto di vista percettivo nell’Unità d’Ambiance c’è corrispondenza tra la morfologia del luogo e l’emozione che esso diffonde oppure che noi stessi diffondiamo.
La sua oggettività è comprovata dalla concordanza espressa da almeno tre osservatori psicogeografi.
Molto spesso, ma non necessariamente, il passaggio da un quartiere all’altro provoca un cambiamenti di Unità d’Ambiance.

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Ley line
Alla lettera sta per linea della prateria, in origine, all’inizio del ‘900, allineamento carico di energia “fatato” tra reperti archeologici situati sul territorio. Poi divenuta una forma particolare dell’unità d’ambiance. Se l’unità d’ambiance si manifesta, per così dire, in forma di poligono, la ley-line è un’unità d’ambiance che corre lungo una linea, essa non è vera né falsa, è la costruzione sovra-individuale e intersoggettiva di chi la scopre. L’inventore e pilota della Royal Air Force Tony Wedd trovò una sorprendente regolarità tra le ley-line e le ortodromie, ovvero le linee rette lungo le quali gli UFO furono avvistati in Francia nel 1954. Wedd era convinto che gli UFO utilizzassero le ley-line per orientarsi nella navigazione.

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Totem d’incongruenza
Manufatto o corpo naturale collocato su un territorio (ancora più rilevante se collocato all’interno di un’Unità d’Ambiance) la cui presenza sembra contraddire una congruenza (comprovata o presunta) territoriale.
Se isolato esso rappresenta una eccezione che conferma la regolarità territoriale.
Se accompagnato da altri totem d’incongruenza esso stabilisce una progressiva discrepanza e destrutturazione del territorio.
Un esempio di Totem d’incongruenza potrebbe essere una manufatto di particolare rilevanza simbolica sia per la sua bellezza o che si tratti di un ecomostro.

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Tonal
Corpo di elementi naturali o artificiali che costituisce un polo d’attrazione emozionale, più in generale, attrattore che permette di individuare intuitivamente un’Unità d’Ambiance nei paraggi.
Dati due tonal (in prossimità) si può ipotizzare una ley-line.
Tutti i Tonal compresi in una ley-line fanno parte della ley line stessa pur potendo far parte di altre ley-line.
Per due Tonal passa una e una sola ley-line.
Una piazzetta, una garage abbandonato o un giardinetto pubblico potrebbero essere dei Tonal.

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Psico-dissuasori
Repellenti morfologie, manufatti o persone in presenza dei quali il ciclista è invitato a indietreggiare, a tornare sui propri passi financo a mettere in discussione le proprie scelte di vita.
Un muro, un elevato coefficiente angolare del terreno, cani o baby gang potrebbero costituire degli psico-dissuasori.

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Affordance conflittuali
Si tratta di rapporti soggettivi, casuali e temporanei con corpi naturali o artificiali, cose o persone che a parità di condizioni e in momenti differenti, farebbero scaturire emozioni diverse repellenti o attrattive.
A differenza degli psico-dissuasori e dei Tonal che hanno potenza oggettiva l’affordance è una particolare disposizione all’uso dello spazio soggettiva.
Le segnaletiche stradali, le zone off limits per le bici, i pizzardoni ostili a pedoni e ciclisti, auto in doppia fila, un nasone a secco, potrebbero costituire affordance conflittuali.

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Discontinuità
Zona di passaggio tra un’unità d’ambiance a un’altra.
Esistono tre tipi di discontinuità:
– Discontinuità di salto o asindeto:
normale passaggio da un’Unità d’Ambiance a un’altra.
– Discontinuità di rottura:
interruzione violenta, irriducibile dovuta a fenomeni d’approfondire.
Lungo le discontinuità di rottura è possibile rintracciare attività UFO non d’origine umanoide.
– Discontinuità eliminabile:
apparente discontinuità: mutamenti morfologici normali ma sempre omeomorfi.
La discontinuità di salto e quella di rottura si oppongono alla sensazione di “spazio connettibile”.

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Ley-line di rimpallo
Una ley-line che procede lungo una “spezzata” per ragioni naturali (morfologia del territorio) o per eccedenza di interventi antropici. Le ley-line di rimpallo sono difficili da identificare ma sono anche quelle che più di altre s’identificano con ley-line UFO per via della tendenza anti-vettoriale del fenomeno.

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Ley-line di rimpallo della Casilina vecchia

Strappi
Percorrimenti all’interno delle Unità d’Ambiance o tra Unità d’Ambiance che ne connettono rapidamente punti topologicamente intesi come molto distanti.
A differenza delle scorciatoie topologicamente sedimentate, negli strappi sono incluse accelerazioni temporanee e non previste dalla morfologia del luogo o dalla segnaletica dello stesso.
Il passaggio su un marciapiede in bici può, ad esempio, essere considerato uno strappo.

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Da un punto di vista formale uno strappo innalza il livello i complessità di un grafo

Piattaforma girevole
Si tratta di un’Unità d’Ambiance rotante che fa perdere l’orientamento, solitamente una piazza, o se si vuole, se non si desidera stare al gioco: in qualsiasi piazza si perda sistematicamente l’orientamento si può ipotizzare l’esistenza di una piattaforma girevole.
Piazza Re di Roma è, ad esempio, un perfetto esempio di piattaforma girevole.

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La piattaforma girevole può o meno offrire vie d’uscita privilegiate – la piattaforma girevole di Piazza Re di Roma

Forze d’attrazione emozionale
Sono correnti emozionali simili al vento che corrono per ogni dove e che spingono il ciclista che abbia abbassato la sua vigilanza razionale a percorrere traiettorie che portano in luoghi che corrispondono alla sua emozione in quel momento dominante contro la propria stessa intenzione. Come per le unità d’ambiance se ne può ipotizzare ludicamente l’esistenza oggettiva. Conoscendo ludico-oggettivamente le forze d’attrazione emozionale è possibile pianificare percorsi il più possibile precisi ad uso di nuovi ufociclisti.

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In cosa l’UfoCiclismo si differenzia da altri raduni ciclistici

L’UfoCiclismo non è un raduno ciclistico perché la bicicletta non è mai un fine ma un mezzo della sua pratica.
Al centro della sua azione c’e’ la psicogeografia cioè “l’esplorazione del territorio sovrainterpretando i segni che vi si possono rinvenire al fine di ingaggiare incontri” (APR) con forme di vita altra.
La differenza con altre manifestazioni ciclistiche sta quindi nel fatto che l’UfoCiclismo nelle sue ricognizioni si dota di una “missione” e non esclusivamente di una strategia di visibilità.
La sua missione si conclude con un report il più dettagliato e minuzioso possibile.
Qui il glossario degli strumenti d’analisi della ricognizione UfoCiclistica.
La valorizzazione muscolare della bici nell’attraversare il territorio esplorato è l’esatto rapporto necessario tra efficienza e tempi di reazione sensoriale del ricognitore.

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Rapporto sulla settima ricognizione UfoCiclistica (UfoCiclismo revolution 1) + Associazione Psicogeografica Romana [10/6/2017]

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La settima ricognizione UfoCiclistica è stata la piattaforma girevole d’una sperimentazione radiofonica in collaborazione con l’Associazione Psicogeografica Romana e con Radio Città Aperta.
Contravvenendo al principio che le ricognizioni s’effettuano in concomitanza con eventi astronomici l’appuntamento è stato fissato per sabato 10 giugno giornata non particolarmente significativa dal punto di vista astronomico.

Il consueto punto di raccolta s’e’, per l’occasione, frammentato in tre locazioni cosi’ da formare tre diverse squadre di ricognitori impegnati su percorsi indipendenti (elaborati dalla Associazione Psicogeografica Romana) convergenti su un unico punto dedicato al picnic esoplanetario e allo skywatching.
Come punto d’incontro è stato scelto il galoppatoio di Villa Borghese, un luogo situato al centro di Roma: per forma particolarmente adatto tanto alla pratica dello skywatching che all’eventuale atterraggio di cosmonavi aliene.

Ulteriore variante, quella di una “centrale operativa ufociclistica” situata presso Radio Città Aperta strumento di coordinamento tra squadre di ufociclisti, d’approfondimento tematico (ufologia, e ciclismo urbano) e d’intrattenimento per i radioascoltatori.
Compito della radio quello di creare una triangolazione tra le squadre di ciclisti urbani in ricognizione e ascoltatori curiosi o impossibilitati nel partecipare.
La radio ha avuto inoltre il compito di svincolare le squadre dalla “dittatura” del segnale satellitare (il navigatore satellitare è infatti un robot situato nell’esosfera che impartisce ordini agli esseri umani) pur garantendo alle squadre un supporto tattico nella corretta percorrenza dei tragitti suggeriti.

In studio alla conduzione Carolina Cutolo e Edoardo De Falchi sostenuti da Antonio Pedivella alla regia (l’uomo al di la’ del vetro) e dalla suddetta Associazione Psicogeografica Romana rappresentata da Daniel De Riva e Alessandra Girotti.

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Antonio Pedivella e al di là del vetro Edoardo De Falchi

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In studio (da sinistra) Alessandra Girotti (APR), Daniel De Riva (APR), Edoardo De Falchi e Carolina Cutolo

Inviato speciale il giornalista internazionale Andrea Cangioli esperto ricercatore di segnali di vita altri in missione presso il Gay Village nella giornata del Gay Pride.

Ospiti in collegamento telefonico:
L’astrologa Astronza con il suo oroscopo ufociclistico (minuti: 0:50:34 – 1:34:08 – 2:17:32), Vanni Santoni scrittore e narratore (Minuto: 1:10:30), Riccardo Balli dj musicista e ex componente della Associazione Astronauti Autonomi sezione Italia, nonché skaterista (minuto: 2:00:05).

Caposquadra (referenti) delle pattuglie UfoCiclistiche:
Federica, Francesco e Cobol.

I tre punti di raccolta scelti in modo da coprire i raggi di un semireticolato erano:
– Largo Preneste (Colombario di largo Preneste – coordinate 41.892145, 12.541533);
– Via Giacinto Carini (Teatro Vascello – coordinate 41.882494, 12.460694);
– Via Val di Cogne (Metro Conca D’Oro – coordinate 41.939928, 12.528349).

Ci preme ringraziare inoltre Tamara della Tamara Lorenzi Communication nel supporto della comunicazione legata all’evento e Dynamis storici fiancheggiatori degli eventi ufociclistici.
Ringraziamo anche Valentino De Luca per l’apporto ai social durante la diretta.

Prima d’addentrarci nei particolari del rapporto rilasciamo il podcast UfoCiclismo Revolution del 10 giugno in cui è possibile riascoltare l’intera trasmissione.

Quelli che seguono sono i link ai percorsi elaborati dalla Associazione Psicogeografica Romana. I primi due percorsi sono divisi in tre tappe mentre il terzo percorso è inserito in una mappa unica.

Ogni percorso è strutturato in tre tappe (la terza per tutti è la tappa finale del Galoppatoio). Ogni tappa è stata l’occasione per “marcare il territorio” mediante adesivi e multe creative (azioni disordinanti): facsimile di un verbale della polizia municipale di Roma da apporre “criticamente” sul parabrezza delle automobili: vera e propria armata d’invasione.

Percorso 1: tappa1tappa2raccolta
Percorso 2: tappa1tappa2raccolta
Percorso 3: percorso unitario

Le tre squadre hanno lasciato i rispettivi punti di raccolta circa quindici minuti dopo l’inizio di Ufociclismo Revolution subito dopo il primo giro di contatti con i caposquadra. Complessivamente le tre squadre erano composte da circa venti ufociclisti.

alieno

Alieno presso il punto di raccolta della prima squadra

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Segno lasciato presso Largo Preneste

patatine

Cesti di bici pieni di patatine vegan

Mentre la prima squadra percorreva le strade della periferia sud-est di Roma nella straniante zona tra via Labico e via dei Gordiani, la seconda squadra discendeva lungo via delle Fornaci verso le sponde del fiume Tevere.
Allo stesso tempo la “centrale operativa” perdeva definitivamente il contatto con la terza squadra per problemi d’ordine tecnico.
Proprio in via dei Gordiani la prima squadra si smarriva richiedendo assistenza all’Associazione Psicogeografica Romana (minuto 43:02) nella zona di Villa De Sanctis.

Tra gli eventi rilevanti la deriva non prevista della seconda squadra che incontrava le difficoltà in un fuori tracciato d’attraversamento delle sponde del Tevere laddove in estate si consuma un brutto pezzo della movida romana (minuto 01:43:16).

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Autoritratto della seconda squadra sulle sponde del Tevere

 Mentre la terza squadra proseguiva alla cieca non riuscendo più a comunicare con la centrale operativa e operando degli istrionici tagli sul percorso previsto, la prima squadra di passaggio presso la ley line di via del Mandrione ne approfittava per una breve pausa utile a far recitare alla poetessa Fedra un breve componimento realizzato proprio in previsione della ricognizione stessa (minuto 1:06:10):

 SOGNO
DIMENSIONI NUOVE S’INCONTRANO
ATTESA

Dopo circa quindici/venti minuti la prima squadra raggiungeva la prima tappa presso Porta Maggiore (minuto 1:24:54) dove dava avvio alle pratiche di stickering e alle disordinazioni tramite multe creative.

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Prima squadra presso Porta Maggione. All’UfoCiclista Fedra brilla il capo

lorena

L’UfoCiclista Lorena notifica multe creative agli automobilisti

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Multe creative apposte per principio sui parabrezza

multa

Dettaglio di multa creativa

palo

Palo conquistato dalla terza squadra – Conca D’Oro

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Prima squadra: gli UfoCiclisti piu’ alti performano

I percorsi indicati dalla Associazione Psicogeografica Romana sono risultati un po’ abbondanti rispetti alla durata di due ore prevista per UfoCiclismo Revolution. Cosi’ sullo scoccare dei centoventi minuti la centrale operativa ha invitato i ciclisti urbani ad accelerare convergendo sulla tappa finale lambendo solo marginalmente lo stop della seconda tappa.

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Esplode in studio la felicità alla notizia del ritrovamento della terza squadra (Conca D’Oro)

Colpo di scena sullo scoccare delle due ore riappariva la terza squadra coordinata da Federica (minuto 1:52:10) che nel tragitto da Conca D’Oro al Galappatoio aveva integrato nel proprio organico anche Luciano col suo ciclobar (visibile nella foto sottostante per le luminarie da incontro ravvicinato del primo tipo).

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Foto ricordo del punto di raccolta finale (foto Sem)

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Il ciclobar di Luciano e mimetizzato tra gli UfoCiclisti l’inviato Andrea Cangioli

L’arrivo al galoppatoio è avvenuto in circa due ore e quaranta.
Nessuna delle squadre ha segnalato avvistamenti di luci nel cielo ne tanto meno contatti (ir) di alcun tipo.
Solo la prima squadra nella già citata circostanza di via Labico riporta di un misterioso avvistamento di sfere giacenti su un prato che però, a prima vista, avrebbero con ogni probabilità origini terrestri.
Approfondiremo e sapremo dirvi meglio nella seconda puntata del 24.

Un racconto interessante ci è stato riportato da un ufociclista testimone, qualche anno fa, di un avvistamento UFO nella zona del centro-sud dell’Italia.
L’ufociclista ha infatti raccontato di aver visto per parecchi secondi un oggetto iridescente di forma lenticolare stazionare nei cieli del proprio comune d’origine.
La caratteristica dell’UFO era quella d’esser un oggetto praticamente immobile nel cielo. Il testimone racconta dell’aver percepito, anche se a distanza, una sorta di “sensazione di silenziosità” dell’oggetto.
Dopo alcuni secondi l’UFO è sparito alla vista come se fosse progressivamente stato cancellato in una sorta di processo di mimetizzazione con lo sfondo azzurro circostante.
Il testimone ufociclista ci riferisce inoltre che nell’averne parlato col padre; quest’ultimo gli avrebbe confermato che da molti decenni quella zona è interessata da inspiegati fenomeni UFO e di essere stato anche lui testimone di un avvistamento.
In sostanza nella zona su cui cercheremo in seguito di essere piu’ precisi sembra vigere una sorta di “realismo magico” il cui fulcro sono le continue apparizioni di oggetti volanti non identificati ormai parte stessa del paesaggio semi rurale.

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UFO lenticolare (immagine esemplificativa)

Piazza del galoppatoio era chiusa per via di una vetusta manifestazione equestre; cosi’ le squadre si sono accomodate dinnanzi la suddetta piazza dove, dopo aver atteso ancora qualche minuto l’eventuale arrivo di navi aliene, ha consumato il picnic esoplanetario a base di cibarie vegan/vegetariane.
Immancabile l’humus vegano.

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Il banchetto di benvenuto

bici

Le bici prefigurano i dischi volanti

Per il momento è tutto. Vi rimandiamo all’ascolto del podcast e alla puntata del 24 giugno di UfoCiclismo Revolution.

Vi lasciamo sottolineando la scaletta musicale curata da Antonio Pedivella e Edoardo De Falchi col contributo di tutta la redazione:

Franco Battiato –  No time no space
Tomorrow   – My white bicyle
Caterina Caselli – Le biciclette bianche
The UFO Club – Surf city
Syd Barrett / Pink Floyd cover by The Farmingdale Sound Machine – Bike
Mungo Jerry  – Push Bike Song
Brainiac – Go Freaks Go
Jonathan Richman – Cosi Veloce
Piney Gir – Blixa Bargeld’s Bicycle
The Intelligence – Sailor Itch
J’ai acheté – Un vélo
Boards of Canada – Happy cycling
Lemon Jelly – Spacewalk
Freddie Sandy – The Bicycle Song
Madness – Riding on my bike

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Adesivo UfoCiclistico

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Un altro adesivo UfoCiclistico

Ci vediamo nel futuro.