UfoCiclismo: virtù infantile del dischismo [aggiornato 2012]

1] E’ vizio dei nostri tempi una certa “volata” del pensiero per esorcizzare la crisi. Per smettere di vedere nero.
Una sorta di pensiero tragicamente sintetico.
Ecco quindi che saltare troppo rapidamente alla conclusione che il dischismo (creare dischi volati e pilotarli) sia il prossimo, futuro, rivoluzionario passo tecnologico, puo’ generare insensati mostri e diafanoidi prospettive politiche.
Ci si penta allora. Ora, se lo si e’ pensato.

Li ha generati (i mostri) a partire dagli anni Novanta nell’estetica delle automobili, ad esempio. Tecnologie “vettoriali” ad improbabile forma di disco volante. Praticamente una contraddizione in termini. Li genera nelle posizioni attendiste di chi vede nei dischi volanti l’unica prospettiva tecnologica rivoluzionaria.

In altre parole, teorici come Alan Watts e Leonard Cramp, i loro studi sulle estetiche e sulle forze motrici dei dischi volanti si trasformano in affievolite futurologie, come limite mai raggiungibile per le tecnologie terrestri o, nell’ottica del M.I.B. Philp Corso, di tecniche letteralmente “precipitate” dal cielo.

A morte l’attendismo: malattia infantile del dischismo!
discontinuita
2] A ben vedere le ley-line prodotte dalle tecnologie mobili terrestri non hanno nulla in comune con le sky-line anti-vettoriali prodotte dai fenomeni UFO.
I due fenomeni producono effetti del tutto diversi in termini di continuita’ le prime e di discontinuita’ le seconde. Questo dualismo di definizione viene incontro all’esigenza di precisare piu’ puntualmente la distinzione provvisoria fin qui utilizzata di vettoriale vs non vettoriale (che per questa ragione accantonero’ definitivamente).
Quindi, piu’ nel dettaglio; non mi soffermero’ sulla continuita’ e derivabilita’ dei fenomeni terrestri ma sulla discontinuita’ di quelli non identificati:
discontinuita’ di salto:
fenomenologia aliena d’origine umanoide. E’ possibile cogliere una logica a noi prossima con discontinuita’ prodotte da un gap tecnologico a noi contigentemente non comprensibile.
discontinuita’ essenziale:
fenomenologia aliena d’origine non umanoide. La logica che sottosta’ alla manifestazione e’ per noi troppo “aliena” e quindi a noi irriducibile.
discontinuita’ eliminabile:
fenomenologia terrestre scambiata per una manifestazione non terrestre. Evento non adeguatamente documentato o fake (fulmini globulari, cerchi nel grano ad esempio).

3] Cercare di leggere il dischismo come evoluzione delle tecnologie fenomenologicamente continue puo’ solo allontanarci dallo scoprire, gia’ operanti su terra,tecnologie con attitudine esoplanetaria da promuovere e valorizzare.

4] La riflessione prende avvio dalla constatazione dell’esistenza di almeno due modi d’intendere le modalita’ propulsive:
etero propulsione (motore operante in maniera autonoma rispetto all’occupante);

traiettoria.jpg
autopropulsione (motore intimamente connesso all’attivita’ psichica e fisica dell’occupante).
La propulsione UFO sembra porsi come via di mezzo tra le due modalita’: discontinuita’ di salto.
Nelle tecnologie terrestri le due modalita’ appaiono quasi del tutto distinte:
il primo tipo (ferroviario, automobilistico, aerospaziale, eccetera) e’ ampiamente responsabile dell’attuale sistema politico, economico e culturale Capitale-terra, provvedendo a riprodurre lo scenario fordista e postfordista in cui tale modo di produzione si e’ ormai sedimentato.
L’eteropropulsione aliena il corpo in un abitacolo che lo priva dei requisiti cinematici del senso e della direzione riducendo quest’ultimi ad una scelta quasi irreversibile e necessariamente predeterminata. Inoltre la manovrabilita’ del mezzo si riduce ad una interfaccia minimale ad uso prevalentemente delle braccia e parzialmente dei piedi (il volante, la cloche, eccetera). L’autopropulsione appare invece meno connessa alla riproduzione fordista e postfordista del Capitale-terra in termini d’efficienza strumentale.
Essa tende inoltre a valorizzare l’intera forza corporea e il bilanciamento del pilota: il comando passa all’intero corpo evitando l’alienazione del busto e del capo dalle braccia e dei piedi che ad esso restano saldamente connessi.

5] Caratteristiche delle tecnologie terrestri ad autopropulsione sono: efficienza “non euclidea”, basso costo ed emissioni quasi nulle, fungibilita’ (facilita’ nell’organizzare un sistema di sharing in alternativa alla proprieta’ privata), reversibilita’ del mezzo (il pilota puo’ trasportare le tecnologie all’occorrenza, perche’ esse, a differenza dell’eteropropulsione, pesano meno del pilota), reversibilita’ del percorso.

6] Ufociclismo ed efficienzanon euclidea“.
La tecnologia terrestre a discontinuita’ di salto e’ per antonomasia la bicicletta (ci sarebbero anche i pattini ma con molti piu’ problemi di viabilita’) forse l’unico mezzo meccanico ancora svincolato da forme estremamente raffinate di controllo.
Ma e’ l’efficienza non euclidea ad interessarci: la possibilita’ d’aprire varchi spazio-temporali nella citta’ totalmente codificata.
E’ l’intima connessione tra metropoli (spazio) e controllo (tempo) che la bici disvela, violandone le regole sintattiche sostituite da una nuova grammatica:

bici.jpg
contromano, violazione delle zone pedonali, strategie evasive dal dominio cromatico semaforico (daltonismo del contropotere), argomentazioni disarmanti in opposizione alle rigidita’ del pizzardone astratto. In sintesi: ufociclismo.
La bicicletta sostituisce la metropoli bucata alla metropoli codificata. Lo spazio urbano diviene un quadrante tattico da attraversare prioritariamente utilizzando scorciatoie spaziali.
La bicicletta e’ l’antenato del disco volante; men che mai il razzo.
Ufociclismo, virtu’ infantile del dischismo!

7] Appendice
C’e’ un dominio robotico strumentale che sembra esservi sfuggito nella sua pervasivita’ e pericolosita’.
Il navigatore satellitare e’ il primo robot a sostituire completamente la testa degli umani impartendo loro ordini che, fuori e dentro metafora, provengono dall’alto. Nessuna armata robotica asservita al Capitale-terra si era mai spinta cosi’ avanti nel controllo.
Il robot navigatore satellitare utilizza un’interfaccia biologica (voi) per guidare un altro robot (la macchina).
Non vi pare una condizione quantomeno bizzarra?
Il navigatore satellitare vi eterodirige e spesso lo fa anche in maniera poco aggiornata. Il navigatore satellitare e’ un robot cattivo.
Cattivo robot!
Perche’ se e’ vero che il conflitto e’ il motore della storia, il perdersi rimane l’unico modo per scoprire itinerari meno o per niente codificati. Certo a discapito del vostro “prezioso” tempo.
Il perdersi e’ oggi appannaggio della sola bicicletta che conserva intatta la raffinata tecnologia atta a rendere reversibile un tragitto errato: ti fermi, ruoti su te stesso e torni indietro.
“L’ultima volta che mi son perso ho trovato una traiettoria piu’ breve. Adesso giungo prima al lavoro e guadagno molto piu’ denaro di prima. La mia vita e’ migliorata e anche gli amici adesso mi vogliono bene perche’ ho comprato il loro affetto”.
Il navigatore satellitare vi rende poveri e soli!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...