Rapporto sulla Terza Ricognizione UfoCilistica [Roma 5.5.14]

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eta aquaridi sciame meteore

Il senso d’una bicicletta a pois sta tutto nel codice che veicola e nella prefigurazione dell’intermittenza come strumento di primo basilare contatto con forme di vita extraterrestre. Mentre la continuita’ ci riconduce alla noia delle pratiche quotidiane normalizzate, i pois, la discontinuita’, in qualunque sua forma, rimanda all’azzardo della decodifica del messaggio e dell’inviduazione d’un nuovo, possibile interlocutore inatteso: non pianificato.
Con questi presupposti s’e’ messa in marcia la Terza Ricognizione UfoCiclistica attivata in occasione dello sciame meteoritico delle Eta Aquaridi lungo un percorso che, dal punto di ritrovo della metro S. Giovanni, s’e’ articolato fino al Tempio Di Esculapio nel Giardino del Lago di Villa Borghese [com’e’ visibile nella mappa sottostante].

Il primo obiettivo della ricognizione e’ stata la ley line che da Viale delle Terme di Caracalla si estende a via Dei Cerchi fino ad intercettare il Foro Romano.
Il Circo Massimo, da sempre luogo d’avvistamenti ufologici di tipo IR1 [e possibile candidato per un cambio di destinazione d’uso in pista d’atterraggio per dischi volanti] costeggia proprio questa antica “linea magica” da sempre nota ad ufologi, rabdomanti e spaziali romani.

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Ma il senso d’una bici a pois sta anche nell’effetto costellazione che produce nell’osservatore evocando immediatamente la distanza che ci resta da percorrere prima di perdersi definitivamente negli spazi siderali ammesso che questi decidano di smettere d’espandersi all’unisono abbondante.

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La partenza privista per le 21.13 ha subito un leggero ritardo dovuto al pronto intervento della squadra di UfoCicloRiparatori sulla mtb d’una ufociclista.
La terza ricognizione e’ infine decollata con le migliori intenzioni e con la prospettiva di riuscire finalmente a stabilire un IR3 [Incontro Ravvicinato del Terzo Tipo] che nella tradizionale classificazione Hynek prevede: osservazione di esseri animati in associazione con un avvistamento di UFO.
Tuttavia l’IR3 fu in seguito concettualmente esteso, dilatando cosi’ le aspettative odierne della squadra ufociclistica. Ad oggi un IR3 puo’ estrinsecarsi nei seguenti modi:
1) un’entità viene osservata unicamente all’interno dell’UFO;
2) un’entità viene osservata all’interno e all’esterno dell’UFO;
3) un’entità viene osservata nei pressi dell’UFO, senza che entri o esca;
4) un’entità viene osservata. Non viene visto alcun UFO dall’osservatore, ma contemporaneamente è stata riferita un’attività di UFO nell’area;
5) un’entità viene osservata. Non viene visto alcun UFO dall’osservatore e non viene riferita un’attività di UFO nell’area nello stesso tempo;
6) non viene osservata alcuna entità o UFO, ma il soggetto sperimenta qualche tipo di “comunicazione intelligente”;
7) rapimento (come nell’incontro del quarto tipo).

Vige cosi’ un certo malcelato estremismo nei cuori degl’ufociclisti che debordando di sovente dal terzo tipo al quarto cercano ardentemente d’essere cooptati da entita’ aliene amiche come compagni di percorso per l’esplorazione d’altri pianeti.

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Prima della partenza un ufologo ciclista c’ha mostrato delle interessanti immagini girate, con una fotocamera digitale, dalla finestra della propria abitazione che affaccia sull’ex aeroporto di Centocelle [obiettivo della seconda ricognizione]. Tra le nuvole s’intravedono nettamente delle luci discoidali muoversi a scatti disegnando, a loro volta, semicerchi. Il ciclista ufologo ha tenuto a precisare che nelle vicinanze della sua abitazione non ci sono fari di richiamo per locali notturni.
A tutt’oggi il caso rimane insoluto e archiviato tra i file a tripla x.

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Gli ufociclisti bici in spalla raggiungono la pista ciclabile che corre lungo la banchina del Tevere. Le piste ciclabili in molti casi rappresentano dei veri e propri ghetti per i ciclisti costretti a far circolare le proprie bici lungo tracciati prestabiliti in opposizone alla vera natura antivettoriale del mezzo. In questo caso pero’ il paesaggio offerto dalla striscia di terra che costeggia il fiume restituisce uno sguardo davvero inedito sulla citta’ al riparo dai motori ad eteropropulsione e dagli inquinanti atmosferici. In quest’occasione il livello dell’acqua che straordinariamente raggiunge le banchine ci ha regalato la sensazione di pedalare direttamente sul fiume trasformandoci temporaneamente in UfoCicloNatanti.

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La ricognizione s’e’ prodigata per circa quindici minuti lungo il Lungo Tevere serpeggiando assieme ad esso. Intorno alle ore 10.24 ancora non erano emersi avvistamenti di particolare interesse ad eccezione delle spiaggette venutesi a creare in prossimita’ delle anse del fiume.
Tuttavia chiacchierando col proprio interscambievole e momentaneo compagno di tragitto nonche’ con tutti i nuovi intervenuti alla ricognizione abbiamo avuto la sensazione d’essere incappati nel punto (6) della classificazione IR1: “non viene osservata alcuna entità o UFO, ma il soggetto sperimenta qualche tipo di comunicazione intelligente”.
Nota: un ufociclista in mtb ha bucato lungo il tragitto acquatico. La bici e’ stata brillantemente rimessa in moto tramite l’utilizzatissima esopratica del “gonfia e riparti… e che gli ufo te la mandino buona”. Spesso funziona… come in questo caso.

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Da programma la ricognizione prevedeva l’inaugurazione della pratica del contattismo morse teorizzata da Giulia C. Nell’immagine precedente si puo’ vedere il piccolo vademecum che aveva circolato nei giorni precedenti.
La pratica del morse interplanetario era stata accompagnata, in quei giorni, da un’invettiva all’indirizzo della AAA Associazione Astronauti Autonomi. L’invettiva a sua volta era stata elaborata in concomitanza con la performance teatrale Be Game di Dynamis liberamente ispirata al libro Anche Tu Astronauta di Riccardo Balli [ex AAA].
Il folkloristico approccio allo spazio da parte della AAA li ha spesso condotti a suggestioni e conclusioni tanto errate quanto imabarazzanti. Il credere che un mezzo come skateboard possa competere sul piano esoplanetario con una bicicletta e’ un’affermazione che non fa eccezione a questa regola.

Il morse spaziale affonda le sue basi metodologiche nella logica posizionale binara e nell’elettromagnetismo ad intermittenza delle lucine ricaricabili tramite porta usb. I basculanti microfari posizionati sulle bici degli ufociclisti vengono rivolti verso il cielo e dopo l’invio d’una serie d’impulsi che ritmicamente disegnano una sequenza di numeri primi [detta di “inizio comunicazione” e di “funzione fàtica”] si da avvio alla sequenza dei numeri naturali cosi’ da gettare un ponte di presupposti lessicali comuni tra terrestri e non.
Un po’ tristemente la logica del primo contatto rimane ancorata all’alfabetizzazione matematica del primo anno di scuola elementare. Ci si e’ a lungo interrogati sul perche’ di un messaggio tanto svilente e semplicistico. Se esseri provenienti da quadranti dello spazio profondo hanno raggiunto il nostro pianeta e’ molto probabile che conoscano la matematica elementare. In attesa quindi di un palinsesto piu’ interessante e variegato, capace di esprimere l’intelligenza della nostra spece in tutte le sue complesse sfacciettature, il gruppo d’ufociclisti ha, alla fine, desistito da questa esopratica di comunicazione primordiale. Ma l’appuntamento e’ solo rimandato: lo strumento c’e’. I contenuti vanno perfezionati. Sara’ il Centro di Sviluppo e Ricerca UfoCiclistica ad occuparsene.

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Piazza del Popolo [nome dal retaggio endoplanetario che per questo motivo e’ stata ribattezzata Piazza dell’Ufo al Popolo] e’ il terminale di un’altra importante ley line ricalcata dalla celeberrima via del Corso: centrale viadotto dello sfarzoso shopping romano altamente danaroso.
La ley line termina dinanzi l’Obelisco Flaminio voluto dai faraoni Ramesse II e Merenptah [XIII secolo a.C] e portato a Roma da Ottaviano Augusto nel 10 a.C. La congiunzione di ley line e obelisco e’ particolarmente interessante in un’ottica d’individuazione di linee energetiche. Per questo motivo la ricognizione s’e’ concessa una breve pausa rigenerativa che e’ stata anche occasione d’incontro con altri ufociclisti provenienti da un percorso [altrimenti detto dimensione] alternativo.

Raggiunta Villa Borghese gli ufociclisti hanno iniziato a scrutare il cielo alla ricerca di segnali alieni. Anche le “timide” Eta Aquarids hanno disertato l’appuntamento. Dopo poco, ovvero quando il gruppo ha compreso che questa volta gli esploratori alieni non si sarebbero manifestati, s’e’ dato inizio al banchetto esoplanetario: un vero e proprio pic nic notturno ad alto potere ristoratore.
Durante il pic nic sono emersi i piu’ disparati argomenti di natura ufologica: le ley line, i luoghi del contatto, la pansperima, le diverse spece aliene; i contattisti.
Si e’ a lungo discusso in merito alla credibilita’ dei contattisti e delle principali differenze tra coloro che guardano agli alieni con gli occhi della fede [alieni = angeli] e coloro che studiano il fenomeno in chiave di relazione e interscambio con civilta’ capaci di dare propulsione allo sviluppo cognitivo umano. Come spesso avviene, le avventure del contattista Giorgio Adamski sono state al centro della discussione.
Un ufociclista ha narrato la vicenda di un suo conoscente impiegato presso l’areonautica civile testimone di un incredibile incontro [IR1] con un Ufo. L’avvistamento, a quanto riferisce il ciclista, avrebbe coinvolto almeno due compagnie aeree di bandiera. I testimoni a tutt’oggi sono ritenuti estremamente credibili ma il caso rimane avvolto nel mistero.

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Intorno alle 23.45 il gruppo s’e’ messo di nuovo in marcia, questa volta sulla strada del ritorno. Partenza perentoria con l’obiettivo scientifico di raggiungere il punto di partenza entro le ore 24.00.
La squadra ha accumulato pero’ un ritardo di 10 minuti.

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Sopra: foto ricordo di una parte degli ufociclisti tornati al punto di raccolta. Spesso durante la procedura di rientro alcuni ufociclisti si staccano dal gruppo per far ritorno piu’ agevolmente alle proprie abitazioni poste sulla strada in quel momento percorsa. Il distacco piu’ evidente s’e’ avuto, questa volta, nei pressi del quartiere di San Lorenzo a poche centinaia di metri dalla metro S. Giovanni.
Notare: gli sguardi soddisfatti e rigenerati degli ufociclisti nonostante i circa diciotto chilometri percorsi.

Prima di disperderci lungo le strade che riportano ogniuno alla propria quotidianita’ planetaria [certi che la prossima ricognizione manifestera’ un segno concreto dell’attivita’ extraterrestre sul nostro pianeta] un ufociclista nota un dettaglio sulla manopola di un manubrio: dettaglio sfuggito a tutti fino a quel momento [si veda la seguente progressione fotografica ricca di pathos].
Una coincidenza? Si forse si tratta solo d’una coincidenza… forse l’ennesima. Forse.
Ma forse una somma di coincidenze fa una prova…

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Restiamo quindi in contatto: prossima ricognizione ancora da definire in attesa di un evento astronomico significativo.

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